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giovedì 21 agosto 2025

Breve Lezione di Scienze della Terra: Le Rocce, ignee, sedimentarie e metamorfiche - (in Breve)

Le Rocce sono aggregati naturali formati da uno o più minerali, costituiscono la litosfera, in base alla loro genesi vengono divise in tre categorie principali: Rocce ignee, sedimentarie e metamorfiche.

Le Rocce Ignee (Igneous Rock) derivano dal raffreddamento con successiva solidificazione dei magmi, vengono divise in Rocce ignee intrusive o plutoniche se il processo di litogenesi avviene all'interno della litosfera e Rocce ignee effusive o vulcaniche se la litogenesi avviene sulla superficie terrestre. Esempio classico per le rocce ignee intrusive sono i graniti mentre per le rocce ignee effusive sono i basalti;
Elenco di Rocce magmatiche intrusive ed effusive
Le Rocce Sedimentarie (Sedimentary Rock)
Possono essere formate da clasti provenienti dall'erosione e alterazione di rocce preesistenti dando origine alle Rocce Sedimentarie Clastiche come le Arenarie ed i Conglomerati; per via chimica da soluzioni saline ipersature si hanno le Rocce Sedimentarie Chimiche come il Gesso; per l’accumulo di resti organici si hanno le Rocce Sedimentarie Organogene come i Calcari conchigliferi e le Farine fossili.
Arenarie multicolore di Danxia - Cina
Le Rocce Metamorfiche (Metamorphic Rocks)
Sono originate da preesistenti rocce sia ignee che sedimentarie (ed anche metamorfiche) attraverso trasformazioni mineralogiche e strutturali dovuti al notevole innalzamento della pressione litostatica e della temperatura a cui vengono sottoposte dalla dinamica delle placche tettoniche.
Varie fasi del Metamorfismo del Basalto

sabato 26 aprile 2025

Breve lezione di Geologia: La Migmatite


La migmatite (dal greco Μῖγμα = mescolanza) è una roccia ibrida, in parte ignea e in parte metamorfica.

Si forma a grande profondità nella crosta terrestre, quando la temperatura delle rocce metamorfiche qui esistenti è così alta da innescare il processo di fusione parziale, detto anatessi.

Le migmatiti sono formate da aree di colore chiaro e composizione leucogranitica, dette neosoma, mescolate in modo eterogeneo ad aree di roccia metamorfica scura, di chimismo intermedio o leggermente basico, solitamente di facies anfibolitica o granulitica, dette paleosoma. Il neosoma non è altro che il materiale fuso che si è consolidato e cristallizzato nel posto stesso in cui si è formato (migmatiti anatettiche o in situ) o si è iniettato nelle fratture delle rocce metamorfiche provenendo da aree circostanti (migmatiti iniettate), in quest’ultimo caso solitamente da un plutone profondo con cui le rocce metamorfiche vengono a contatto.


Nelle migmatiti anatettiche il paleosoma è interpretato come prodotto “restitico”, ovvero il residuo solido della fusione parziale che è stato impoverito dei minerali sialici a più bassa temperatura di fusione, arricchendosi così di quelli femici, più altofondenti.




mercoledì 25 settembre 2024

Rocce - Le Pegmatiti

Milano - Museo di storia naturale - Feldspato potassico - Foto di Giovanni Dall'Orto - 22 Aprile 2007
Le pegmatiti sono rocce filoniane appartenenti alla famiglia del granito e connesse proprio con le intrusioni granitiche, ma nettamente distinte per struttura e, in minor misura, per composizione mineralogica.
Si trovano in tozzi filoni lentiformi o in tasche irregolari, sia nelle rocce immediatamente circostanti ad una intrusione granitica, sia nelle parti periferiche dell’intrusione stessa. Sono caratterizzate da una grana cristallina assai grossolana, con cristalli lunghi parecchi centimetri.
La composizione mineralogica delle pegmatiti è simile a quella dei graniti: predomina il feldspato (ortoclasio, microclino, albite) in vaste plaghe che includono cristalli di quarzo spesso in prismi paralleli.

Caratteristici delle pegmatiti sono minerali ricchi in componenti volatili: le miche, per lo più bianche, di tipo muscovitico oppure ricche di litio, come la lepidolite, altri minerali di litio tra cui lo spodumene, la tormalina, la fluorite, l'apatite, la cassiterite, la wolframite e molti minerali uraniferi e di terre rare.
Le pegmatiti si dividono in semplici e complesse, a seconda della scarsità o dell’abbondanza dei minerali accessori; generalmente si osserva che le pegmatiti connesse ad una singola intrusione granitica hanno composizione mineralogica costante.
Nelle pegmatiti complesse è di solito presente una zonatura concentrica. La parte esterna, di spessore limitato, ha struttura e composizione aplitica. In una fascia più interna la grana cristallina aumenta e sono presenti i minerali accessori consueti delle pegmatiti, talvolta in concentrazioni tali da permetterne l’estrazione: i principali minerali utili di questa zona sono la muscovite e il berillo.
I minerali metalliferi utili sono però concentrati nella terza fascia delle pegmatiti, che è talora assente, nella quale la grana cristallina è ancora maggiore: si trovano in questa zona minerali di uranio, torio, litio, cesio, niobio e tantalio. Il nucleo di molte pegmatiti è costituito da lenti di quarzo, talvolta associato ad ortoclasio ma privo di minerali accessori.


Le pegmatiti rappresentano il prodotto della cristallizzazione dell’ultimo residuo fluido ricco di silicati, rimasto dopo la solidificazione della parte principale di una intrusione magmatica. Per questo motivo vi si trovano minerali del cui reticolo fanno parte sostanze volatili (acqua, cloro, fluoro, ecc.) oltre ad elementi con raggio ionico molto diverso da quello degli elementi comuni presenti nelle rocce, e che non hanno potuto trovare posto nei reticoli dei minerali separati nello stadio ortomagmatico(berillio, boro, rubidio, cesio, ecc.). 

Cavità Pegmatitica in Tanzania
La grossezza dei cristalli delle pegmatiti è probabilmente dovuta alla bassissima viscosità del fluido silicatico da cui si sono formati i minerali, quindi con grande abbondanza di componenti volatili, e ad un continuo rinnovamento di questo fluido. Molte pegmatiti mostrano evidenza di azioni metasomatiche consistenti, in sostituzione di minerali già depositati; così le pegmatiti complesse contengono prevalentemente un feldspato albitico, formato per sostituzione di un microclino precedentemente cristallizzato. Certe pegmatiti sono ricche di cavità miarolitiche prodotte da fenomeni di dissoluzione di alcuni minerali, per esempio, le pegmatiti norvegesi contengono in varie cavità al loro interno dei cristalli di nordenskioldite.

Un caso limite della grandezza dei cristalli si può rinvenire in una pegmatite del Dakota, negli Stati Uniti d'America, che contiene cristalli di spodumene, un minerale di litio, lunghi fino a 15 metri, e cristalli di berillio fino a 6 metri, unitamente a cristalli di microclino pertitico del diametro di oltre 1 metro.

mercoledì 4 settembre 2024

Pomice - Pumice

La pomice è una roccia magmatica effusiva, leggerissima per l'elevatissima porosità.
Il termine dal punto di vista geologico è generico, e si riferisce alla particolare tessitura porosa della roccia. Essa si forma principalmente da eruzioni di tipo esplosivo, quindi da magmi acidi, silicatici o felsici (ma ne esistono anche a parziale componente mafica), e la porosità è dovuta alla formazione di bolle di gas di struttura simile alla schiuma nella matrice vetrosa della roccia. Il rapido raffreddamento mantiene la struttura vescicolare (formante anche il 90% del volume mentre la scoria vulcanica è meno vescicolata), e la parte solida è costituita da roccia amorfa, raramente con una piccola componente cristallina. La massa solida è alla fine costituita prevalentemente da silice, con disciolti vari ossidi metallici (di alluminio, titanio, ferro, manganese ed altri).
Data la sua elevata porosità è l'unica pietra che galleggia nell'acqua. Il volume del campione deve essere però sopra i 5-7 cm³. Avendo un peso specifico superiore all'acqua, la pomice galleggia basandosi sulla sua struttura a cellule sferiche (rotondeggianti) ma comunicanti tra loro nella maggior parte dei casi attraverso una non completa chiusura; quelle che, verso l'interno del pezzo in esame, non vengono invase dall'acqua costringono la pietra a galleggiare.
Cava di Pomice - Lipari - Isole Eolie - Sicilia - Italy
La pomice è comunemente di colore chiaro (esempio costa nord-orientale dell'Isola di Lipari) ma può assumere, a seconda della composizione, aspetto bianco, crema, grigio verde o nero, in questi ultimi due casi spesso per la presenza prevalentemente del ferro (esempio pomice nera delle isole Canarie).
Sedimenti di pietra pomice vecchi 3.5 miliardi di anni, depositati ad Apex Chert, in Australia. Credit: Oxford University
Pumice is a textural term for a volcanic rock which is a solidified frothy lava. Pumice is typically created when super-heated, highly pressurized rock is violently ejected from a volcano. Alternatively it can be formed when lava and water are mixed. Most pumice is light enough that it floats on water.
The unusual foamy configuration of pumice happens because of simultaneous rapid cooling and rapid depressurization. The depressurization creates bubbles by lowering the solubility of gases (including water and CO
2) that are dissolved in the lava, causing the gases to rapidly exsolve (like the bubbles of CO2 that appear when a carbonated drink is opened). The simultaneous cooling and depressurization freezes the bubbles in the matrix.
Frammenti di pietra pomice di origine vulcanica raccolti nell'Isola Manam Motu, in the Bismarck Sea 

domenica 12 maggio 2024

Geologia - La Riolite - Rhyolite

La riolite è il corrispondente effusivo del granito. A causa del suo alto contenuto di silicio, la riolite forma lave molto viscose, e si può trovare come breccia o in colli vulcanici e nei dicchi.

Come per l'ossidiana, la riolite mostra strutture a flusso, sferulitiche, nodulari e litofisiche.
È detta anche liparite; tuttavia il nome di riolite è attualmente preferito in relazione alla tendenza accettata dalla maggior parte dei petrografi di sostituire termini più generali a nomi locali. Si distinguono dai porfidi quarziferi, alla cui famiglia appartengono, per l'età più recente (terziaria) o, più genericamente, per il minor grado di alterazione e per la struttura più vetrosa. Sono in genere di color chiaro, con pochi fenocristalli immersi in una pasta di fondo microcristallina e vetrosa.
Cava di Riolite colonnare
Le rioliti possono essere sia rocce residuali, risultato della differenziazione di magmi basaltici, sia l'espressione superficiale di un magma palingenetico di composizione granitica. Le rioliti di quest'ultimo tipo contengono residui anatessici, come cordierite e granati, e a volte significative percentuali di minerali economicamente interessanti, come uranio e manganese; le rioliti residuali invece sono piuttosto sterili. Come diffusione, le rioliti residuali sono rare e di volume ridotto, mentre quelle palingenetiche sono rappresentate su vaste superfici da coltri ignimbritiche.

QAPF diagram
Photomicrograph (crossed polarized light) of rhyolite volcanic rock. The width of the view is approximately 3 mm. The rock shows porphyritic texture, and contains vesicles. The main phenocrysts are quartz and potassium feldspar. Groundmass is composed of quartz, potassium feldspar, volcanic glass (partly crystallized to spherulitic aggregates), iron hydroxides and chlorite. Vesicles have quartz growing on their walls, forming miarolic structure.


Rhyolite is an igneous, volcanic (extrusive) rock, of felsic (silica-rich) composition (typically > 69% SiO2). It may have any texture from glassy to aphanitic to porphyritic. The mineral assemblage is usually quartz, alkali feldsparand plagioclase (in a ratio > 1:2 — see the QAPF diagram). Biotite and hornblende are common accessory minerals.
Rhyolite can be considered as the extrusive equivalent to the plutonic granite rock, and consequently, outcrops of rhyolite may bear a resemblance to granite. Due to their high content of silica and low iron and magnesium contents, rhyolite melts are highly polymerized and form highly viscous lavas. They can also occur as breccias or in volcanic plugs and dikes. Rhyolites that cool too quickly to grow crystals form a natural glass or vitrophyre, also called obsidian. Slower cooling forms microscopic crystals in the lava and results in textures such as flow foliations, spherulitic, nodular, and lithophysal structures. Some rhyolite is highly vesicular pumice. Many eruptions of rhyolite are highly explosive and the deposits may consist of fallout tephra/tuff or of ignimbrites.

lunedì 25 luglio 2022

Che vuol dire - Olocristallina (Struttura olocristallina)

 

Cristallo di Peridoto (Olivina)

Olocristallina deriva dal greco antico ὅλος, holos, "tutto" e dal lat. crystallus, dal gr. krýstallos ‘ghiaccio’ •sec. XIII.
Struttura olocristallina, struttura tipica di alcune rocce eruttive intrusive, caratterizzata dal fatto che tutti i componenti della roccia sono allo stato cristallino.
Fonte Oxford Languages


In mineralogia e cristallografia, un cristallo (dal greco κρύσταλλος, krýstallos, ghiaccio) è una struttura solida costituita da atomi, molecole o ioni aventi una disposizione geometricamente regolare, che si ripete indefinitamente nelle tre dimensioni spaziali, detta reticolo cristallino o reticolo di Bravais.
Fonte Wikipedia

venerdì 22 gennaio 2021

Valori indicativi del coefficiente di Poisson (ν) di alcuni Terreni e Rocce



 
Vedi anche: 


ManualeCARL10.pdf
Visualizza Scarica
Manuale del Software Carl 10 della Aztec informatica, sono presenti delle tabelle con vari valori caratteristici: Modulo elasticità, peso specifico, angolo d'attrito ed altro.  

lunedì 30 novembre 2020

Geologia - Flysch di Zumaya - Contiene Video


Il flysch di Zumaia è una formazione geologica situata nella località di Zumaia, sulla costa del Paese Basco, in Spagna. È famoso per le sue impressionanti falesie e strati rocciosi, che raccontano una storia geologica di milioni di anni.

Il flysch è un tipo di formazione sedimentaria caratterizzata dall'alternanza di strati di rocce dure e morbide. Nel caso del flysch di Zumaia, questi strati consistono principalmente di arenarie e argilliti. Queste rocce si sono originariamente depositate sul fondo del mare durante il periodo del Cretaceo e sono state conservate fino ai giorni nostri.

Ciò che rende il flysch di Zumaia particolarmente interessante dal punto di vista geologico è che espone una sequenza continua di strati che offre un'importante documentazione sulla storia della Terra. Inoltre, è un luogo di grande interesse per gli studiosi e gli appassionati di geologia che desiderano studiare e comprendere i processi di sedimentazione e di formazione delle rocce nel corso del tempo.

Il flysch di Zumaia è anche noto per le sue caratteristiche paesaggistiche spettacolari, che attirano numerosi visitatori ogni anno. È possibile fare escursioni lungo i sentieri che costeggiano le falesie per ammirare da vicino la bellezza e la complessità di questa formazione geologica unica.


 



sabato 18 aprile 2020

sabato 15 giugno 2019

La Labradorite - Minerali

La labradorite è un minerale della famiglia dei feldspati plagioclasi con un ratio di albite/anortite che varia da 30/70 a 50/50. Con formula chimica (Na, Ca)(Al, Si)4O8 con tracce: Fe;K;H2O.


Nelle sue forme e colorazioni migliori è utilizzato in gioielleria, questi pezzi hanno la particolarità di possedere un gioco di colori dal riflesso metallico normalmente varianti tra il blu e il verde, ma nei pezzi migliori può mostrare tutto lo spettro dei colori.



mercoledì 12 giugno 2019

Rocce - Peridotite e Dunite

Peridotite
Le peridotiti sono rocce ultrafemiche caratteristiche del mantello superiore, costituite essenzialmente da peridoto (almeno 40% in volume), clinopirosseno e ortopirosseno. Oltre a queste 3 fasi principali può presentarsi una fase accessoria di allumina, variabile in base alla pressione; a bassa pressione (P< 1GPa) è presente plagioclasio, a pressioni intermedie (1GPa <P<2,5 GPa) uno spinello alluminifero con Fe e Cr, e ad alte pressioni (P> 2,5 GPa) un granato ricco di piropo.

La fusione parziale delle peridotiti produce un magma basaltico in corrispondenza delle dorsali oceaniche. Non risulta particolarmente comune trovare peridotiti "fresche",ossia con i minerali inalterati; infatti il cambiamento progressivo delle condizioni al contorno (pressione e temperatura) e specialmente l'interazione con fluidi acquosi circolanti fa sì che buona parte della paragenesi metamorfizzi a dare clorite, serpentino, anfibolo ed altri minerali idrati e/o di alterazione.
Dunite
La dunite è una roccia magmatica intrusiva di tipo ultrafemico. È costituita da oltre il 90% di olivina, con piccole quantità di spinello cromifero, magnetite, ilmenite. Fa parte della famiglia delle peridotiti.
Il nome dunite deriva dal nome dei monti Dun, presso Nelson, nella parte settentrionale dell'Isola del Sud della Nuova Zelanda, dove venne scoperta dal geologo austriaco Ferdinand von Hochstetter nel 1859.

martedì 28 maggio 2019

Introduzione alle Rocce - Video Didattico

Roccia sedimentaria. Turbidite del Devoniano
Per rocce si intendono gli aggregati naturali di minerali (corpi inorganici formati in seguito a processi spontanei). Tuttavia, al contrario di questi ultimi, le rocce non possono essere espresse o definite mediante formule in quanto non presentano una composizione chimica definita.

Le rocce sono principalmente eterogenee, quindi costituite da più minerali. Le rocce omogenee, invece, contengono un unico tipo di minerale. In questo particolare caso la distinzione tra roccia e minerale diventa molto sottile: in genere alla roccia manca una vera continuità (vi è praticamente sempre la presenza di impurità).

Il video seguente è stato trovato su Youtube. Ottimo per una prima introduzione allo studio delle Rocce: magmatiche, sedimentarie, metamorfiche.
Buona Visione a tutti.


giovedì 9 maggio 2019

Halite - Salgemma - NaCl

Cristalli di Sale - Mar Morto
La halite (dal greco άλς = sale e λίθος = pietra.), detto anche salgemma (nome composto da sale e gemma per il suo aspetto cristallino) è un minerale fatto di cloruro di sodio, che appartiene al gruppo omonimo. Ha durezza 2 e densità tra 2,1 e 2,2 grammi per centimetro cubo.
Fu descritta per la prima volta da Ernst Friedrich Glocker (1793 - 1858), mineralogista e geologo stratigrafico tedesco, nel 1847.

Si presenta in cristalli cubici, più raramente ottaedrici, scheletrici e geminati, aggregati granulari o fibrosi, in croste e in stalattiti. Caratteristiche sono le forme a tramoggia di alcuni cristalli cubici, in cui gli spigoli sono cresciuti più in fretta che non il centro delle facce. Tipica fra tutte è la colorazione azzurra o violetta talora anche assai scura di alcuni esemplari. Questa colorazione è in generale da ascriversi a difetti del reticolo cristallino, probabilmente indotti dalla radioattività, come il colore viola nerastro di alcune fluoriti. Mentre però le fluoriti sono a stretto contatto con minerali di uranio (pechblenda), e ciò spiegherebbe la radioattività, nel caso dell'halite la spiegazione è più complessa: sembrerebbe che essa sia opera del potassio, che contiene l'isotopo K 40 leggermente radioattivo ed è spesso presente nei minerali (silvite e carnallite) che accompagnano l'halite. Per la maggior parte dei cristallografi si tratta tuttavia di difetti reticolari causati dalla rapidità della crescita.

Miniera di Sale - Realmonte, Sicilia - Italkali
Si trova principalmente sotto forma di banchi estesi formati dall'evaporazione di masse d'acqua salata (antichi laghi salati o mari); questi banchi si trovano inclusi nelle rocce di tutte le età geologiche e il loro spessore può variare da poche decine di centimetri a svariate centinaia di metri.

Spesso le rocce che lo racchiudono sono argillose, ma compatte, e pertanto praticamente impermeabili all'acqua: questo permette la conservazione del minerale, altrimenti diluito da acque sotterranee. In questi giacimenti si presenta comunemente associato a gesso, kainite, carnallite, silvite, anidrite, polialite e kieserite.

Meno importanti sono i giacimenti superficiali e intermediari, formatisi per evaporazione di laghi salati recenti, dove l'halite spesso forma una crosta compatta che ricopre le acque salmastre.

La si osserva anche, in piccole quantità, come prodotto di attività vulcaniche.

Ha sapore salato. È solubile in acqua, piuttosto insolubile in etanolo. Crepita al cannello e colora la fiamma di color giallo vivo. Poiché è leggermente igroscopico, è preferibile conservarlo in luogo fresco e chiuso.

A Heilbronn, Berchtesgaden e Staßfurt, in Germania; Salisburgo, in Austria, che deriva la sua etimologia dal termine stesso, Villaggio del sale; importanti giacimenti a Wieliczka, in Polonia (ormai non più sfruttato); nelSol'-Ileckij rajon, nell'Oblast' di Orenburg, in Russia. A Cardona, presso Barcellona; a Dax, nelle Landes, in Francia. Nella Louisiana e nel Texas si presenta sotto forma delle cosiddette salt domes, cioè cupole saline, alcune volte larghe diversi chilometri, di forma caratteristica e derivate da una vera e propria estrusione delle rocce circostanti.

In Italia halite compatta associata con gesso si trova presso le Saline di Volterra e San Gimignano e a Ponteginori, in Toscana; e la storica miniera, risalente a Plinio il vecchio, di Lungro, in Calabria. Anche in prossimità della Valle del Neto nel comune di Belvedere di Spinello in provincia di Crotone è presente una miniera di salgemma, divenuta famosa per lo storico collasso del 1983. Particolarità di tale struttura è l'estrazione del salgemma che avviene tramite estrazione a pozzi multipli.

Svariate miniere sono attive in Sicilia: in bei cristalli incolori entro masse compatte bianche a Bosco Stincone, nel comune di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta; assieme a bischofite e carnallite nella miniera di Pasquasia del comune di Enna. Nel comune di Lercara Friddi vi è la miniera Coffara Muti di sola halite. A Petralia vi è una miniera di particolare purezza. Infine, si trova anche in piccolissimi cubetti incolori nelle fumarole secche del Vesuvio.

domenica 7 aprile 2019

Feldspato

Cristalli di Feldspato
Feldspato è il nome di un importante gruppo di minerali che costituiscono probabilmente il 60% della crosta terrestre. I feldspati si cristallizzano dal magma sia nelle rocce intrusive che in quelle effusive; sono anche presenti in molti tipi di rocce metamorfiche e sedimentarie. Il nome deriva dal tedesco Feld (campo) e Spath (termine che indica in modo generico un minerale a struttura laminare). I feldspati possono essere triclini o monoclini.

Questo gruppo di minerali è diviso in quattro parti:
feldspati di potassio, questo tipo consta di vari tipi di struttura cristallina: monoclina (ortoclasio), triclina (microclino), monoclina con abito tabulare (sanidino);
feldspati di sodio, sono triclini come l'albite;
feldspati di calcio, sono triclini come l'anortite;
feldspati di bario, comprendono la celsiana.

Feldspato Potassico
I cristalli sono generalmente prismatici all'incirca tabiulari, comunemente geminati. Nell'ortoclasio i due cristalli geminati possono essere compenetrati l'uno nell'altro.
L'ortoclasio è un minerale appartenente al gruppo del feldspato. Si forma quando un atomo di silicio su quattro viene sostituito dall'alluminio.
Chimicamente, i feldspati sono composti da silicio, ossigeno, alluminio, sodio, potassio, calcio e bario. Il silicio si trova al centro di tetraedri con ai vertici quattro atomi di ossigeno, l'alluminio sostituisce il silicio secondo regole fisse o casuali secondo il tipo di feldspato. Possono esistere specie isomorfe di feldspati per sostituzioni tra potassio e sodio, sodio e calcio, potassio e bario.
Per saperne di più e per altre immagini vai su http://it.wikipedia.org/wiki/Feldspato

venerdì 29 marzo 2019

Litotipo

Turbidite
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Un litotipo è un tipo di roccia formato da un certo numero di minerali e/o altri elementi che lo caratterizzano, presenti in determinate proporzioni. Quasi sempre a definire un litotipo contribuiscono anche - e in certi casi esclusivamente - tessitura e/o struttura e/o dimensioni degli elementi costituenti (la cosiddetta "grana" della roccia). Il litotipo è l'unità elementare di un corpo roccioso, l'equivalente della specie in biologia. Tra gli elementi che formano un litotipo, oltre ai cristalli, che sono l'assoluta maggioranza, vi sono i resti di organismi fossilizzati e altri materiali biologici, come ad es. in alcuni tipi di rocce sedimentarie, e i frammenti di altre rocce preesistenti, come in brecce e conglomerati.


Per definire a quale litotipo appartiene una roccia bisogna utilizzare appositi schemi e diagrammi classificativi che si basano principalmente sul tipo di minerali presenti e sui rapporti percentuali (in volume) tra essi; per alcune rocce i diagrammi tengono conto anche dei rapporti geometrici tra i cristalli e di altre strutture visibili solo al microscopio, che sono indicative dell'ambiente fisico di formazione della roccia. Nelle rocce sedimentarie terrigene ha grande importanza la dimensione, o grana, degli elementi costituenti, mentre per le rocce subvulcaniche e vulcaniche, a grana finissima o non completamente cristallizzate, è quasi sempre necessario l'utilizzo di diagrammi che si basano sull'analisi chimica della roccia. Per fare degli esempi, un granito è un litotipo formato esclusivamente da cristalli di dimensioni visibili ad occhio nudo, caratterizzato dalla presenza di minerali femici in percentuale volumetrica inferiore al 10%, da quarzo in percentuale compresa tra il 20 e il 60% e da un rapporto volumetrico tra feldspato potassico e plagioclasio compreso tra 9:1 e 1:2. I cristalli hanno dimensioni non molto diverse tra loro e dei rapporti geometrici che consentono di definire l'ordine di cristallizzazione. Con la stessa composizione di minerali, ma con rapporti geometrici e dimensionali diversi tra i cristalli, però, la roccia potrebbe diventare un altro litotipo: un porfido granitico, una riolite, una pegmatite, un'aplite, un'ortogneiss, una granulite acida, un'arcosa.

giovedì 23 novembre 2017

La Diorite

La diorite è una roccia intrusiva intermedia, come composizione chimica e mineralogica, fra la famiglia del granito e quella del gabbro. È principalmente composta da plagioclasio nella sua forma sodico-calcica, albite (di composizione andesitica o oligoclasica), e da minerali femici accessori (in quantità variabile, ma di solito in quantità subordinate al plagioclasio) quali: anfiboli (orneblenda), biotite e piccole quantità talvolta di pirosseni rombici o monoclini.
Diorite statue of King Chephren
L'olivina è assente e il quarzo può essere contenuto come minerale accessorio nelle rocce dioritiche facenti passaggio con la famiglia dei graniti.

Si differenzia dalla famiglia dei gabbri, in quanto essa è composta in prevalenza da plagioclasio calcico-sodico, detto anortite; contiene di frequente olivina e l'anfibolo eventualmente presente, che da origine a dei gabbri anfibolitici, è solo una trasformazione secondaria del pirosseno presente.

domenica 5 novembre 2017

Il Basalto


Il basalto è una roccia effusiva di origine vulcanica, di colore scuro o nero con un contenuto di silice (SiO2) relativamente basso (dal 45 al 52% in peso). Il basalto è formato principalmente da plagioclasio calcico e pirosseni; alcuni basalti possono essere anche ricchi in olivina. 
Il corrispondente intrusivo del basalto è il gabbro.

Gabbro
Il basalto può presentarsi con aspetto che va da porfirico a microcristallino a vetroso. Esso proviene da un magma solidificatosi velocemente a contatto dell'aria o dell'acqua ed è la principale roccia costituente la parte superiore della crosta oceanica. I magmi basaltici si formano per fusione da decompressione del mantello terrestre.
Basalto Colonnare - Giant's Causeway - Irlanda

Effusione vulcanica di basalto con Pillow Lava in formazione - Dorsale medioatlantica
Effusione Vulcanica di Basalto con Lava a corde in formazione - Hawaii
Basalto in forma di Lava a corde - Etna - Italy
Basalto in forma di Lava AA - Hawaii
I basalti sono normalmente ricchi in MgO, SiO2 e in CaO, mentre sono poveri in, Na2O e K2O rispetto alle altre rocce magmatiche. La sua composizione media è di: SiO2— 45-52%, Al2O3— 14%, CaO — 10%, FeO — 5-14%, MgO — 5-12%, alcali — 2-6%, TiO2— 0,5-2%

martedì 10 ottobre 2017

Identificazione delle Rocce Sedimentarie - Infografica e video

Per identificare le rocce sedimentarie. E' in inglese ma basta poco per capire.
Tre video da guardare con attenzione. I Video sono in un Inglese molto chiaro, le slides sono ancora più chiare e basta veramente poco per capire.
I video sono tratti da "iTunes U" della Apple. Accessibili a tutti e sono pubblicati dalla Jacksonville State University.

      

mercoledì 23 agosto 2017

Infografica HD sulla classificazione delle rocce ignee


Infografica con foto per la classificazione delle rocce ignee. Veramente semplicee molto utile. Per scaricarla fare click con il tasto destro e scegliere "salva immagine".

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