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lunedì 22 settembre 2025

Che cos'è un Fenocristallo

Un fenocristallo è un cristallo di grandi dimensioni, ben visibile a occhio nudo, che si trova immerso in una matrice (o pasta di fondo) di cristalli molto più piccoli o di materiale vetroso. Questo tipo di struttura è tipica delle rocce magmatiche e viene chiamata struttura porfirica.

Basalto vescicolare con evidenti fenocristalli di olivina verdi-giallastri.
Basalto vescicolare con evidenti fenocristalli di olivina verdi-giallastri.

giovedì 21 agosto 2025

Breve Lezione di Scienze della Terra: Le Rocce, ignee, sedimentarie e metamorfiche - (in Breve)

Le Rocce sono aggregati naturali formati da uno o più minerali, costituiscono la litosfera, in base alla loro genesi vengono divise in tre categorie principali: Rocce ignee, sedimentarie e metamorfiche.

Le Rocce Ignee (Igneous Rock) derivano dal raffreddamento con successiva solidificazione dei magmi, vengono divise in Rocce ignee intrusive o plutoniche se il processo di litogenesi avviene all'interno della litosfera e Rocce ignee effusive o vulcaniche se la litogenesi avviene sulla superficie terrestre. Esempio classico per le rocce ignee intrusive sono i graniti mentre per le rocce ignee effusive sono i basalti;
Elenco di Rocce magmatiche intrusive ed effusive
Le Rocce Sedimentarie (Sedimentary Rock)
Possono essere formate da clasti provenienti dall'erosione e alterazione di rocce preesistenti dando origine alle Rocce Sedimentarie Clastiche come le Arenarie ed i Conglomerati; per via chimica da soluzioni saline ipersature si hanno le Rocce Sedimentarie Chimiche come il Gesso; per l’accumulo di resti organici si hanno le Rocce Sedimentarie Organogene come i Calcari conchigliferi e le Farine fossili.
Arenarie multicolore di Danxia - Cina
Le Rocce Metamorfiche (Metamorphic Rocks)
Sono originate da preesistenti rocce sia ignee che sedimentarie (ed anche metamorfiche) attraverso trasformazioni mineralogiche e strutturali dovuti al notevole innalzamento della pressione litostatica e della temperatura a cui vengono sottoposte dalla dinamica delle placche tettoniche.
Varie fasi del Metamorfismo del Basalto

domenica 12 maggio 2024

Geologia - La Riolite - Rhyolite

La riolite è il corrispondente effusivo del granito. A causa del suo alto contenuto di silicio, la riolite forma lave molto viscose, e si può trovare come breccia o in colli vulcanici e nei dicchi.

Come per l'ossidiana, la riolite mostra strutture a flusso, sferulitiche, nodulari e litofisiche.
È detta anche liparite; tuttavia il nome di riolite è attualmente preferito in relazione alla tendenza accettata dalla maggior parte dei petrografi di sostituire termini più generali a nomi locali. Si distinguono dai porfidi quarziferi, alla cui famiglia appartengono, per l'età più recente (terziaria) o, più genericamente, per il minor grado di alterazione e per la struttura più vetrosa. Sono in genere di color chiaro, con pochi fenocristalli immersi in una pasta di fondo microcristallina e vetrosa.
Cava di Riolite colonnare
Le rioliti possono essere sia rocce residuali, risultato della differenziazione di magmi basaltici, sia l'espressione superficiale di un magma palingenetico di composizione granitica. Le rioliti di quest'ultimo tipo contengono residui anatessici, come cordierite e granati, e a volte significative percentuali di minerali economicamente interessanti, come uranio e manganese; le rioliti residuali invece sono piuttosto sterili. Come diffusione, le rioliti residuali sono rare e di volume ridotto, mentre quelle palingenetiche sono rappresentate su vaste superfici da coltri ignimbritiche.

QAPF diagram
Photomicrograph (crossed polarized light) of rhyolite volcanic rock. The width of the view is approximately 3 mm. The rock shows porphyritic texture, and contains vesicles. The main phenocrysts are quartz and potassium feldspar. Groundmass is composed of quartz, potassium feldspar, volcanic glass (partly crystallized to spherulitic aggregates), iron hydroxides and chlorite. Vesicles have quartz growing on their walls, forming miarolic structure.


Rhyolite is an igneous, volcanic (extrusive) rock, of felsic (silica-rich) composition (typically > 69% SiO2). It may have any texture from glassy to aphanitic to porphyritic. The mineral assemblage is usually quartz, alkali feldsparand plagioclase (in a ratio > 1:2 — see the QAPF diagram). Biotite and hornblende are common accessory minerals.
Rhyolite can be considered as the extrusive equivalent to the plutonic granite rock, and consequently, outcrops of rhyolite may bear a resemblance to granite. Due to their high content of silica and low iron and magnesium contents, rhyolite melts are highly polymerized and form highly viscous lavas. They can also occur as breccias or in volcanic plugs and dikes. Rhyolites that cool too quickly to grow crystals form a natural glass or vitrophyre, also called obsidian. Slower cooling forms microscopic crystals in the lava and results in textures such as flow foliations, spherulitic, nodular, and lithophysal structures. Some rhyolite is highly vesicular pumice. Many eruptions of rhyolite are highly explosive and the deposits may consist of fallout tephra/tuff or of ignimbrites.

domenica 1 ottobre 2023

Che vuol dire: Cristallizzazione Frazionata dei Magmi

Diagramma a 2 componenti totalmente miscibili allo stato liquido e immiscibili allo stato solido

La cristallizzazione frazionata è un processo di separazione e purificazione di sostanze solide basato sulle differenze nelle solubilità dei componenti in una miscela. Questo metodo è ampiamente utilizzato in chimica per ottenere campioni puri di una sostanza da una miscela complessa. La cristallizzazione frazionata è particolarmente utile quando si desidera isolare un componente specifico da una miscela di solidi.

Ecco come funziona il processo di cristallizzazione frazionata:

1. Scelta della miscela: Si inizia con una miscela di solidi che contiene il componente desiderato insieme ad altri componenti. È importante conoscere le solubilità relative dei componenti nella miscela in diversi solventi a diverse temperature.

2. Scioglimento: La miscela viene quindi disciolta in un solvente adeguato, generalmente riscaldando la miscela. Il solvente deve essere scelto in modo che il componente desiderato sia più solubile a temperature elevate rispetto agli altri componenti.

3. Raffreddamento controllato: Una volta che la miscela è completamente disciolta nel solvente, si procede a raffreddare lentamente la soluzione. Durante il raffreddamento, i cristalli del componente desiderato iniziano a formarsi, poiché la sua solubilità diminuisce a basse temperature.

4. Raccolta dei cristalli: I cristalli che si formano durante il raffreddamento possono essere raccolti utilizzando una varietà di tecniche, come la filtrazione o la centrifugazione. Questi cristalli dovrebbero contenere principalmente il componente desiderato.

5. Lavaggio dei cristalli: Per rimuovere eventuali impurità adsorbite o residue di solvente, i cristalli raccolti vengono talvolta lavati con un solvente appropriato.

6. Essiccazione: Infine, i cristalli lavati vengono essiccati per rimuovere qualsiasi traccia residua di solvente. Questo può essere fatto ad esempio attraverso l'evaporazione controllata.

La cristallizzazione frazionata è un metodo molto efficace per separare componenti puri da una miscela solida, ma richiede una buona comprensione delle proprietà di solubilità dei componenti e può richiedere tempo, poiché il processo di raffreddamento deve essere fatto lentamente per ottenere cristalli di alta purezza. Questo metodo è utilizzato in molti settori, inclusa la chimica farmaceutica, la chimica dei materiali e la chimica alimentare, per purificare sostanze chimiche e ottenere prodotti di alta qualità.

La cristallizzazione frazionata dei magmi è un processo geologico che si verifica nelle profondità della Terra quando un magma (una roccia fusa contenente minerali e gas) si raffredda e si solidifica. Questo processo porta alla formazione di rocce ignee, che costituiscono una parte significativa della crosta terrestre. La cristallizzazione frazionata dei magmi è responsabile della formazione di rocce con una composizione mineralogica e chimica specifica, poiché i minerali si cristallizzano in modo sequenziale a temperature diverse.

Ecco come avviene la cristallizzazione frazionata dei magmi:

1. Fusione: Il processo inizia con la fusione di rocce preesistenti, spesso nel mantello terrestre o nella crosta terrestre. Questa fusione può essere innescata da vari fattori, come l'aumento della temperatura, la diminuzione della pressione o l'aggiunta di agenti esterni (ad esempio, l'acqua).

2. Formazione del magma: La fusione delle rocce produce un magma, che è una miscela fusa di minerali, silicati, gas e altri componenti. Il magma è meno denso delle rocce circostanti, quindi tende a salire verso la superficie terrestre.

3. Raffreddamento: Man mano che il magma sale verso la superficie o rimane intrappolato in serbatoi magmatici sotterranei, inizia a raffreddarsi. Il raffreddamento può avvenire gradualmente nel corso di migliaia o milioni di anni.

4. Cristallizzazione: I minerali nel magma iniziano a cristallizzare man mano che la temperatura scende al di sotto dei loro punti di fusione specifici. I minerali che cristallizzano per primi sono quelli con punti di fusione più elevati, mentre quelli con punti di fusione più bassi rimangono fusi per più tempo.

5. Sequenza di cristallizzazione: La sequenza in cui i minerali si cristallizzano dipende dalla loro composizione chimica e dal loro punto di fusione. Quindi, minerali come il quarzo e il feldspato, che hanno punti di fusione più alti, si formeranno per primi, seguiti da minerali come i ferromagnesiaci (come la biotite e l'anfibolo) con punti di fusione più bassi.

6. Composizione delle rocce: Alla fine del processo, il magma solidificato darà origine a rocce ignee con una composizione specifica basata sulla sequenza di cristallizzazione. Ad esempio, se i minerali ricchi in ferro e magnesio cristallizzano per ultimi, la roccia ignea risultante sarà più ricca in questi elementi.

La cristallizzazione frazionata dei magmi è un processo fondamentale nella geologia e nella formazione delle rocce. Le rocce ignee risultanti possono variare notevolmente nella loro composizione, dalla basaltica (ricca di ferro e magnesio) alla granitica (ricca in quarzo e feldspato), a seconda delle condizioni e dei minerali presenti durante il processo di cristallizzazione.

Link ad un PDF sulla Cristallizzazione Frazionata dei Magmi

domenica 10 luglio 2022

Che vuol dire - Lava Pahoehoe?

La lava a corda o colata pahoehoe (termine di origine hawaiano), è formata da una lava molto fluida che, raffreddandosi, produce alla superficie una sottile pellicola, modellata in diverse forme dalla lava sottostante ancora fluida. La sua superficie una volta solidificata è ondulata, cordonata e persino liscia. Queste superfici sono dovute al movimento molto fluido della lava sotto una crosta che si sta coagulando. I getti di questo tipo procedono come una serie di piccoli lobi e dita che rompono continuamente la superficie raffreddata. Forma anche tubi di lava, dove la piccola perdita di calore mantiene bassa la sua viscosità.

sabato 9 luglio 2022

Che vuol dire - Lava tipo AA?

Lava AAs. f. [da una voce indigena delle isole Hawaii]. – In geografia, particolare configurazione assunta dallo strato superficiale di colate laviche piuttosto viscose, consistente in un ammasso caotico di frammenti scoriacei di varia dimensione; è forma assai diffusa e comune a molte lave di vulcani italiani (per es., dell’Etna). È detta anche afrolite.

Fonte: Vocabolario Treccani

La lava di tipo AA (da ʻAʻā che ihawaiano significa "bruciante, ardente", detta anche lava rotta, nella letteratura scientifica italiana e inglese riportata anche come aa o ah-ah) è un tipo dlava.

Fonte: Wikipedia

Fronte di lava di tipo AA

Vecchia superficie di colata AA, è ben osservabile il suo aspetto scabro ed irregolare

sabato 18 aprile 2020

giovedì 23 novembre 2017

La Diorite

La diorite è una roccia intrusiva intermedia, come composizione chimica e mineralogica, fra la famiglia del granito e quella del gabbro. È principalmente composta da plagioclasio nella sua forma sodico-calcica, albite (di composizione andesitica o oligoclasica), e da minerali femici accessori (in quantità variabile, ma di solito in quantità subordinate al plagioclasio) quali: anfiboli (orneblenda), biotite e piccole quantità talvolta di pirosseni rombici o monoclini.
Diorite statue of King Chephren
L'olivina è assente e il quarzo può essere contenuto come minerale accessorio nelle rocce dioritiche facenti passaggio con la famiglia dei graniti.

Si differenzia dalla famiglia dei gabbri, in quanto essa è composta in prevalenza da plagioclasio calcico-sodico, detto anortite; contiene di frequente olivina e l'anfibolo eventualmente presente, che da origine a dei gabbri anfibolitici, è solo una trasformazione secondaria del pirosseno presente.

mercoledì 23 agosto 2017

Infografica HD sulla classificazione delle rocce ignee


Infografica con foto per la classificazione delle rocce ignee. Veramente semplicee molto utile. Per scaricarla fare click con il tasto destro e scegliere "salva immagine".

mercoledì 7 settembre 2016

Diagramma QAPF

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il diagramma QAPF, detto anche di Streckeisen da Albert Streckeisen (8/11/1901-29/09/1998) mineralogista svizzero, è un diagramma a due triangoli usato per classificare le rocce ignee su base mineralogica.
L'acronimo QAPF sta per "Quarzo, Alcalifeldspati, Plagioclasio, Feldspatoidi". Per classificare una roccia ignea si guarda quindi la composizione percentuale di questi minerali.
Il diagramma QAPF è usato principalmente per classificare le rocce plutoniche (intrusive) e le rocce vulcaniche effusive se è possibile ricavare la composizione mineralogica modale. In questa classificazione non rientrano però i minerali mafici, non può quindi classificare rocce con più del 90% di minerali mafici (ad esempio peridotite e pirossenite).
Il diagramma è stato ideato dalla IUGS (International Union of Geological Sciences).
Diagramma QAPF per la classificazione delle rocce plutoniche
Diagramma QAPF per la classificazione delle rocce vulcaniche effusive

Andesite


Andesite: An extrusive igneous rock of intermediate composition, often gray in color. The main minerals present in andesite are plagioclase and hornblende. The word “andesite” comes from the Andes Mountains in South America, where this rock type is common. Around the world, andesitic magma erupts out of volcanoes along convergent boundaries, and its intrusive equivalent is diorite.


L'andesite è una roccia ignea effusiva di chimismo intermedio con tessitura da afanitica a porfirica. I minerali presenti nella roccia sono principalmente plagioclasio, pirosseni e orneblenda. Possiamo trovare come minerali accessori anche biotite, quarzo e magnetite. L'andesite è considerata il corrispondente effusivo della diorite. L'andesite è caratteristica di zone di subduzione come la costa occidentale del sud America. Il nome Andesite deriva infatti dalla catena montuosa delle Ande. Le andesiti sono molto comuni negli stratovulcani, dove formano sia spessi flussi di lava, che eruzioni moderatamente esplosive di tefra. Le andesiti sono eruttate a temperature comprese fra i 900 ed i 1100 °C. Le lave dell'Etna appartengono in gran parte alle andesiti e ai basalti andesitici.

sabato 9 luglio 2016

Oldoinyo Lengai - The World's Only Carbonatite Eruptions - Contiene Video


Carbonatite lava flows: The World's Only Carbonatite Eruptions
East African Rift Volcanoes

Science has unearthed the secret to what might have been alchemy at Oldoinyo Lengai volcano in Tanzania.
There, in the ancient East African Rift at a place known to local Maasai people as the Mountain of God, Oldoinyo Lengai spews forth carbon dioxide-laden lavas called carbonatites. The carbonatites line the volcano's flanks like snowballs.
Oldoinyo Lengai is the only place on Earth where carbonatites currently erupt--and where carbon dioxide from a volcano doesn't vanish into thin air as a gas.
In a paper published the journal Nature, scientists report the results of a study of Oldoinyo Lengai's volcanic gas emissions, sampled by the team during a carbonatite lava eruption.


Oldoinyo Lengai Volcano (Tanzania) is the only volcano erupting silvery Carbonatite lava in historical times. Unlike normal lava, this lava looks like a silvery mud as it is too cool (550-700 deg. celsius) to glow visibly during daylight. A very weak glow can be observed at night and captured by long exposure photography (see e.g. http://www.photovolcanica.com/Volcano...)
Currently the type of activity shown can not be viewed following larger eruptions in 2007-2008 which left a large crater and removed the small eruptive cones as seen in the footage. The footage taken in July 2000 shows an extremely active cone on the main crater floor. A brief view is taken into the tiny lava lake in the top of the cone during a phase of reduced activity and multiple overflows and resulting lava flows and other features are documented.
The video is copyrighted material. Please do not reupload copies of the video to youtube or other video platforms. You can watch the original video for free as often as you like on youtube or download for personal viewing.


 

venerdì 8 luglio 2016

Identificazione delle Rocce Magmatiche - 4 Video didattici

Lava basaltica - Vulcano Kilauea - Hawaii
Guardateli con attenzione ne vale la pena. I Video sono in un Inglese molto chiaro, le slides sono ancora più chiare e basta poco per capire.
I video sono tratti da iTunes U della Apple. Accessibili a tutti e sono pubblicati da Jacksonville State University.



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