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domenica 3 marzo 2019

Alfred Russel Wallace


Alfred Russel Wallace (Usk, 8 gennaio 1823 – Broadstone, 7 novembre 1913) è stato un naturalista e biogeografo gallese. Formulò una teoria dell'evoluzione per selezione naturale, simile a quella di Charles Darwin nello stesso periodo in cui lo stesso Darwin elaborava la propria.

Vita e scoperte
Ottavo di nove fratelli, Alfred Russel Wallace nacque a Usk, nel Galles sud-orientale, da una famiglia di umili condizioni.
A 14 anni dovette abbandonare gli studi per motivi economici. Autodidatta, fece per alcuni anni l'agrimensore in compagnia del fratello William e il maestro di scuola. Nel 1848 intraprese, insieme all'entomologo Henry W. Bates una spedizione in Amazzonia. Per mantenersi economicamente raccoglieva esemplari naturalistici (insetti, uccelli, ecc.) che inviava a Londra all'agente Samuel Stevens, per essere venduti a musei o a collezionisti privati. Nel bacino del Rio delle Amazzoni, dove rimase fino al 1852, compì estese osservazioni biogeografiche che lo porteranno, alcuni anni dopo, a concepire l'idea dell'evoluzione delle specie.
Vistosi ridurre in cenere, nell'incendio della nave che lo riportava in Gran Bretagna, i diari e buona parte dei disegni, degli appunti e degli esemplari naturalistici raccolti nei quattro anni di lavoro in Brasile, Wallace intraprese nel 1854 un nuovo viaggio, questa volta da solo, nell'arcipelago indo-malese, dove rimase per otto anni. Nel 1855, mentre si trovava nel Borneo, scrisse il saggio «Sulla legge che ha regolato l'introduzione di nuove specie» (On the law which has regulated the introduction of new species), in cui espose le sue idee evoluzioniste, suggerendo dove e quando possono nascere nuove specie, senza però trovare il meccanismo alla base dell'evoluzione.
Ma solo pochi anni dopo (nel 1858), Wallace intuì che la selezione naturale poteva essere il tanto cercato meccanismo responsabile della modificazione degli organismi viventi e della comparsa di nuove specie, ossia dell'evoluzione. Espose immediatamente le proprie idee in un breve articolo (On the tendency of varieties to depart indefinitely from the original type) che spedì a Charles Darwin per un giudizio. Quest'ultimo, impressionato e turbato dall'incredibile somiglianza esistente tra l'ipotesi di Wallace e la propria teoria alla quale stava lavorando da vent'anni, inviò a Charles Lyell il manoscritto ricevuto, ritenendolo degno di pubblicazione. Su invito di Lyell e Hooker, Darwin accettò di pubblicare, insieme all'importante articolo di Wallace, alcuni estratti dei propri scritti inediti. La lettura pubblica dell'articolo congiunto di Darwin e Wallace, avvenuta il 1 luglio 1858 alla Linnean Society, rappresentò l'enunciazione ufficiale della teoria della selezione naturale al consesso del mondo scientifico. L'anno successivo, spronato dall'articolo di Wallace, Darwin si decise a pubblicare un ampio "riassunto" del proprio lavoro ventennale, inviando all'Editore Murray di Londra L'Origine delle specie (1859).
A Wallace si deve inoltre l'individuazione di una linea "invisibile" di discontinuità biologica nel sud-est asiatico; linea che Thomas Huxley battezzerà in seguito Linea di Wallace. Descrivendo tale confine bio-geografico Wallace riesce a dare una ragione delle strane differenze faunistiche che a volte si incontrano comparando faune in aree geografiche adiacenti. La diversa storia geologica dell'area indo-malese e dell'area australiana è essere considerata responsabile dell'evoluzione indipendente delle rispettive faune. Per questo lavoro, Wallace viene considerato uno dei più illustri fondatori della bio-geografia.

Wallace non fu però soltanto un naturalista teorico e pratico. Con indomita passione si interessò anche di problemi sociali e politici: tra le tante campagne che Wallace intraprese e sostenne con convinzione, attraverso le pagine di pamphlet, riviste e giornali si ricordano, per il particolare impegno che vi profuse, quella per la nazionalizzazione delle terre e quella contro la vaccinazione obbligatoria. Tentò anche un'analisi critica delle cause della guerra e della disoccupazione nell'ingenua speranza che si potesse trovare un modo per porvi definitivamente rimedio.
Fu infine uno spiritualista e uno spiritista convinto. Infatti, nonostante fosse sicuro che la selezione naturale avesse giocato, e giocasse ancora un ruolo chiave nell'evoluzione degli organismi viventi, non si sentì mai di estendere tale meccanismo materialistico allo sviluppo delle facoltà intellettive e morali dell'uomo. In tale ambito avrebbero agito, secondo lui, nuove forze spirituali ancora ignote, quantunque non invisibili, come "testimoniavano" le apparizioni degli spiriti e certi fenomeni arcani che avvenivano durante le sedute spiritiche.
Morì a Broadstone (Dorset) il 7 novembre 1913.

mercoledì 27 febbraio 2019

Charles Darwin


Charles Robert Darwin (Shrewsbury, 12 febbraio 1809 – Londra, 19 aprile 1882) è stato un biologo, geologo, zoologo e botanico britannico, celebre per aver formulato la teoria dell'evoluzione delle specie animali e vegetali per selezione naturale agente sulla variabilità dei caratteri (origine delle specie), e per aver teorizzato la discendenza di tutti i primati (uomo compreso) da un antenato comune (origine dell'uomo). Pubblicò la sua teoria sull'evoluzione delle specie nel libro L'origine delle specie (1859), che è rimasto il suo lavoro più noto. Raccolse molti dei dati su cui basò la sua teoria durante un viaggio intorno al mondo sulla nave HMS Beagle, e in particolare durante la sua sosta alle Isole Galápagos.

La Beagle salutata dagli indigeni durante l'esplorazione della Terra del Fuoco, dipinto di Conrad Martens che divenne artista di bordo nel 1833.

domenica 18 febbraio 2018

La Storia del Servizio Geologico d'Italia

Il Servizio Geologico d'Italia produce carte geologiche da oltre 130 anni. La storia del Servizio Geologico, che nel corso tempo ha cambiato assetto istituzionale e nome numerose volte, è indissolubilmente legata alla storia della carta geologica come risulta da quanto di seguito descritto.
La costituzione geologica del nostro Paese ha da sempre incuriosito e affascinato gli studiosi fin dai tempi di Leonardo da Vinci, ma nonostante ciò è sempre mancato da parte dei governanti un preciso disegno politico ed un costante supporto economico per far sì che il nostro Paese possa essere annoverato tra gli attuali leaders nelle Scienze della Terra.
Infatti, già prima dell'unità d'Italia, gli studiosi avevano manifestato l'intenzione di realizzare una carta geologica della penisola italiana in analogia con quanto in atto in altri paesi europei. Ma il programma si arenò per mancanza di fondi e di vedute non condivise.
Il progetto di cartografia geologica fu quindi portato avanti a livello locale, sostenuto dai governanti più all'avanguardia, e solo per particolari aree al fine di stimolare l'industria mineraria e l'economia. Con l'unità d'Italia si sentiva l'esigenza di disporre di una cartografia topografica a grande scala su cui basare la cartografia geologica, di costituire una Commissione centrale al fine di determinare le procedure idonee all'avvio del rilevamento del territorio nazionale e di una Collezione centrale generale, nonché della disponibilità di carte geologiche parziali e illustrate, e della formazione del personale da adibire ai lavori di rilevamento.
1867 - il Comitato Geologico
Il Regio Decreto n. 4113 del 15 dicembre 1867 dispone che la Sezione geologica del Consiglio delle Miniere è costituita in Comitato Geologico presso il Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio, con l'incarico di compilare e pubblicare la grande carta geologica del Regno d'Italia e di dirigere i lavori, raccogliere e conservare i materiali e i documenti relativi.
La sede del Comitato è a Firenze. E' al toscano Igino Cocchi, coadiuvato da uomini illustri quali Felice Giordano e Quintino Sella, che spetta l'incarico di presidente del Comitato Geologico.
1869 - le pubblicazioni
Nel 1869 il Comitato Geologico delibera (adunanza n. 5 del 29 giugno 1869) di affiancare la produzione cartografica con la stampa di pubblicazioni quali il Bollettino e altre monografie per mostrare al paese quanto si è lavorato e favorire, attraverso lo scambio scientifico, relazioni con i Servizi geologici esteri.
 1872 - la prima carta geologica
La Carta geologica dell'Isola di Ischia alla scala 1:25.000 viene considerata la prima carta pubblicata dal Regio Comitato Geologico
1873 - il Regio Ufficio Geologico
Il R.D. n. 1421 del 1873 determina le norme per la formazione e la pubblicazione della Carta geologica d'Italia affidate all'Ufficio Geologico costituito presso la Sezione del Corpo Reale delle Miniere a Roma, sotto l'alta direzione scientifica del Comitato Geologico tra i cui compiti compare anche quello di stabilire la classificazione dei terreni e provvedere alla scelta dei colori e dei simboli da utilizzare nella rappresentazione cartografica.
Viene decretato che all'Ufficio Geologico sarà annesso una speciale sezione nella quale verranno disposti e classificati i minerali e le rocce raccolte nei lavori di campagna oltre ai libri, carte e strumenti già in uso presso la sede fiorentina del Comitato Geologico.
1877 - i primi rilevamenti per la Carta geologica d'Italia alla scala 1:100.000
La produzione delle carte geologiche del Regno alla scala 1:100.000 ha inizio con la realizzazione dei fogli relativi ad aree di particolare interesse geologico-minerario. E' la Sicilia, per l'importanza economica dei suoi giacimenti minerari, l'area ad avere la maggior produzione cartografica con il rilevamento di ben 31 fogli alla fine del 1891! I lavori di rilevamento, compiuti tra il 1877 e il 1882, servono alla realizzazione della carta alla scala 1:500.000 a sua volta adottata come quadro di unione della carta alla scala 1:100.000, oltre che alla produzione di carte a scala maggiore come quella relativa allo Stretto di Messina, presentata a Parigi in occasione del I Congresso Geologico Internazionale del 1878.
Le attività di rilevamento non sempre si concludevano con la stampa della carta che restava quindi negli archivi come documentazione.
1877/1885 - iniziano i passaggi da un Ministero all'altro...
Con il R.D. 4220 del 26 dicembre 1877 il Servizio delle miniere viene posto alla dipendenza del Ministero dei lavori pubblici.
Il Comitato Geologico viene istituito presso il Ministero di agricoltura, industria e commercio (R.D. 4715 del 23 gennaio 1879).
1881 - la prima carta al Milione
Al II Congresso Internazionale di Geologia di Bologna viene presentata la prima carta geologica d'Italia alla scala 1:1.000.000 (in realtà 1:1.111.111) in due fogli che riporta la sintesi delle conoscenze geologiche edite ed inedite dell'intero territorio italiano.
1885 - la sede storica
Su progetto di R. Canevari venne costruito in largo S. Susanna a Roma uno stabile per ospitare il Museo Agrario Geologico e il Regio Ufficio Geologico. Nello stabile, oltre alle sale espositive delle Collezioni Paleontologiche e Litomineralogiche, trova spazio anche la Biblioteca. Il Museo Agrario Geologico venne inaugurato dal Re Umberto I nel 1885.
1888/1900 - Campagna Romana e Calabria
Un certo impulso alla produzione cartografica del territorio viene dato con la realizzazione dei fogli geologici dell'area della Campagna Romana e della Calabria. E' proprio con la stampa di 23 fogli della Calabria meridionale alla scala 1:50.000 che si mette a disposizione, in un'area totalmente priva fino ad allora di cartografia ufficiale, una preziosa documentazione utile alla pianificazione territoriale.
1920 - Ufficio Geologico della Direzione generale delle miniere
Dopo un periodo di inattività legata all'avvento della Prima Guerra Mondiale e alla conseguente gravità delle condizioni economiche in cui versa il Paese, si riprendono i lavori per la realizzazione della cartografia geologica d'Italia.
Con il R.D. n.19 del 4 gennaio 1920 si stabilisce che l'Ufficio Geologico dovrà provvedere:
  • al rilevamento e alla pubblicazione della carta geologica del regno e alla preparazione e pubblicazione dei relativi studi illustrativi;
  • allo studio petrografico e chimico dei minerali e delle rocce dal punto di vista scientifico e da quello della loro possibile utilizzazione ed allo studio dei problemi geologici d'interesse pratico generale;
  • alla consulenza geomineralogica;
  • alla raccolta di minerali e di rocce italiani ed al loro ordinamento in collezioni scientifiche.
1923 - Ministero dell'Economia Nazionale
Nell'ambito della costituzione del Ministero dell'Economia Nazionale, l'Ufficio Geologico entra a far parte della Divisione Esplorazione del sottosuolo dell'Ispettorato generale delle miniere e dei combustibili nazionali (R.D. n.2125 del 6 settembre 1923). Il riordino del Servizio Geologico viene riportato nel R.D. n.346 del 17 febbraio 1927, dove vengono ribaditi i compiti dell'Ufficio Geologico. Si assiste quindi alla ripresa delle attività di rilevamento e alla stampa di nuove pubblicazioni, anche con la collaborazione da parte del Regio Magistrato alle Acque. Viene così realizzata la stampa la Carta delle Tre Venezie e le relative Note Illustrative.
1936 - Corpo Reale delle Miniere del Ministero delle corporazioni, Direzione generale dell'industria
Con l'espansione coloniale del periodo fascista si riordina e si rafforza il Servizio Geologico nell'ambito del Corpo Reale delle miniere con il R.D.L. n. 237 del 20 gennaio 1936/XIV e Legge 25 maggio 1936/XIV.
1943 - Servizio Geologico della Direzione generale delle Miniere e della metallurgia
Con il R.D. del 10 maggio 1943 il Servizio Geologico di Stato viene riordinato estendendo i propri compiti anche agli studi e alle ricerche di carattere geofisico.
Con il R.D. n.718 del 9 agosto 1943 il Ministero delle Corporazioni assume la denominazione di Ministero dell'industria, del commercio e del lavoro.
1958 - Servizio Geologico del Corpo delle Miniere
Il decreto del Presidente della Repubblica n. 413 del 16 gennaio 1958 decreta le norme per il riordinamento nel Corpo delle Miniere del ruolo del Servizio Geologico.
1960 - Organo Cartografico di Stato
Con la Legge 2 febbraio 1960 n.68, il Servizio Geologico è designato organo cartografico dello Stato.
La Legge 3 gennaio 1960, n. 15, anche indicata come Legge Sullo, autorizza la spesa straordinaria di 2500 milioni di lire per il completamento, aggiornamento e pubblicazione della Carta geologica d'Italia e dei relativi studi illustrativi. Ai lavori che dovranno essere completati entro il 30 giugno 1970 potranno contribuire Università, Enti pubblici e privati e Regioni Autonome sotto la supervisione del Comitato Geologico.
1971 - Carta geologica alla scala 1:50.000 - iniziano i lavori
Una volta completata la cartografia geologica alla scala 1:100.000, il Servizio Geologico inizia i lavori per la realizzazione della Carta geologica alla scala 1:50.000. Con le poche forze lavoro e gli scarsi mezzi a disposizione vedranno la stampa solo alcuni fogli indicati come "fogli sperimentali".
1987 - Servizio Geologico del Ministero dell'Ambiente
Con il D.P.C.M. del 15 gennaio 1987 il Servizio Geologico è trasferito al Ministero dell'Ambiente. Oltre rilevare, compilare, pubblicare e aggiornare la carta geologica e le carte geotematiche alle varie scale, ha il compito tra gli altri di costituire collezioni e banche dati nazionali, eseguire ricerche e controlli al fine di conoscere e tutelare il territorio nazionale nonché fornire alle pubbliche amministrazioni attività di consulenza nel campo delle Scienze della Terra.
Con il decreto legge 9 settembre 1987 n. 373 viene disposto lo stanziamento di 75 miliardi di lire per far fronte al potenziamento e alla riorganizzazione del Servizio Geologico.
1988 - Autonomia funzionale e scientifica del Servizio Geologico
Al Servizio Geologico d'Italia viene attribuita autonomia funzionale e scientifica nello svolgimento dell'attività tecnica di servizio e di ricerca, allo scopo di assicurare la salvaguardia e l'utilizzazione ottimale del territorio (D.P.C.M. del 28 ottobre 1988).
Nell'ambito del Programma annuale di interventi urgenti per la salvaguardia ambientale vengono stanziati 20 miliardi di lire per la realizzazione della cartografia geologica alla scala 1:50.000 (Progetto CARG) (L. 67/88 e relativa Delibera CIPE).
1989 - Servizio Geologico Nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri
Con la Legge 183/89 sulla difesa del suolo il Servizio Geologico, insieme ai servizi idrografico e mareografico, sismico e dighe costituisce un sistema coordinato e unitario sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri denominato Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali, con autonomia scientifica, tecnica, organizzativa ed operativa con lo scopo di assicurare la difesa del suolo, il risanamento delle acque, la fruizione e la gestione del patrimonio idrico e la tutela degli aspetti ambientali connessi.
Con la Legge 305/89 e relativa delibera CIPE, le attività collegate al Progetto CARG vengono inserite nella Programmazione triennale per la tutela ambientale.
Alla volontà politica si affianca finalmente anche la disponibilità economica!
Il riordino e il potenziamento dei servizi tecnici nazionali (DPR n. 85 del 24 gennaio 1991) decreta che il Servizio Geologico, oltre a esercitare le competenze già acquisite, debba collaborare alle attività di protezione civile ai fini di prevenzione in occasione di calamità naturali o di altri gravi emergenze.
1999 - APAT
Con il Decreto Legislativo 300/99 il Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali confluisce con l'Agenzia nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ANPA) nell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici (APAT), svolgendo compiti e attività tecnico-scientifiche di interesse nazionale per la protezione dell'ambiente, per la tutela delle risorse idriche e della difesa del suolo.
A seguito di questo nuovo assetto e alla luce della nuova normativa, il Servizio Geologico perde di fatto la propria denominazione storica e rientra con i suoi compiti all'interno della nuova struttura.
2008 - ISPRA
Il 21 agosto 2008 viene emanata la legge 133 che sancisce la fusione dell'APAT con ICRAM (Istituto Centrale per la Ricerca Scientifica e Tecnologica applicata al Mare) e INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica).
Nasce così l'ISPRA: Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
Bibliografia
Per ulteriori informazioni sul Servizio Geologico d'Italia puoi consultare le seguenti pubblicazioni:
SPERANDIO S. & ZANFRA' S. - (1977) - Primi programmi per la Carta geologica d'Italia. Verbali delle adunanze del Regio Comitato Geologico d'Italia negli anni 1868-1877. Documentazione originale storica, tecnica ed iconografica. Boll. Serv. Geol. d'Italia, CXIV suppl., Roma
CARUSONE A., MORRONI E. & ZANFRA' S. (1996) - La Carta geologica d'Italia. Un itinerario bibliografico. Presidenza Consiglio dei Ministri, Dip. Serv. Tec. Naz., biblioteca. IPZS, Roma
CORSI P. (2003) - La Carta Geologica d'Italia: agli inizi di un lungo contenzioso In: Vai G.B. & Cavazza W. (Eds.) - Four Centuries of the Word Geology. Ulisse Aldrovandi 1603 in Bologna. Minerva Edizioni
CORSI P. (2007) - Introduction to thematic set of paper on Geological Surveys. Earth Sciences History, 26 (1): 5-12
CORSI P. (2007) - Much ado about nothing: the Italian Geological Survey, 1861-2006. Earth Sciences History, 26 (1): 97-125
TACCHIA D. (2007) - Carta geologica d'Italia - 1:50.000. Guida all'uso del manuale cromatico di riferimento per la stampa delle carte geologiche. Quaderni serie III, vol. 11. APAT, Roma


mercoledì 31 agosto 2016

James Hutton



James Hutton (Edimburgo, 3 giugno 1726 – Edimburgo, 26 marzo 1797) è stato un geologo scozzese.

James Hutton è considerato uno dei padri fondatori della geologia moderna. Le sue concezioni sull'evoluzione della crosta terrestre, rivoluzionarie per i tempi in cui furono concepite, costituiscono il punto di partenza per molti settori delle scienze della Terra.
Nato in Scozia, paese molto ricco di fermenti culturali nel XVIII secolo, ricevette una buona educazione all'esclusiva Royal High School di Edimburgo. Dopo aver finito gli studi di medicina, si dedicò alla chimica e alla mineralogia e soprattutto alla geologia. Gentiluomo di campagna nel Berwickshire continuò a coltivare i suoi interessi culturali. Compì inoltre numerosi viaggi, in Europa e anche fuori d'Europa, nel corso dei quali ebbe l'opportunità di effettuare importanti osservazioni. Lasciò pertanto scritti pregevoli, fra i quali occorre ricordare innanzitutto il suo capolavoro, la "Theory of the Earth" (Teoria della Terra, 1785).

Le teorie
Il tempo in geologia
James Hutton fu fra i primi a comprendere il ruolo fondamentale degli agenti esogeni nel modellamento della superficie terrestre e intuì il ruolo determinante del fattore tempo in geologia (vedi L'uomo che scoprì il tempo). Fu infatti il primo grande studioso a intuire l'antichità della Terra: molti milioni di anni, non i 6000 anni che le attribuivano sulla base di una grottesca interpretazione troppo letterale della Bibbia. In questo Hutton difendeva una visione razionale della scienza, priva di pregiudizi.

L'attualismo
È stato il fondatore di quella scuola di pensiero, feconda ancor oggi, che è l'Uniformitarismo o Attualismo, in filosofia della scienza, è il principio secondo il quale i processi naturali che hanno operato nei tempi passati sono gli stessi che possono essere osservati nel tempo presente. Il suo significato metodologico è compendiato frequentemente dall'asserzione: "Il presente è la chiave per il passato"; oppure, con una formulazione ancora più semplice, che ieri, come oggi, le stesse cause comportavano gli stessi effetti, ripresa successivamente da Charles Lyell. Il principio dell'attualismo, pietra angolare della paleoecologia, afferma che ciò che vediamo accadere oggi (in ambito astronomico, geologico, paleontologico, ecc.) può essere usato per interpretare ciò che è accaduto in passato.

Il Plutonismo
Schieratosi contro il Nettunismo (la teoria proposta da Abraham Gottlob Werner secondo la quale un tempo la Terra sarebbe stata tutta coperta dalle acque), James Hutton divenne il principale esponente della scuola plutonista secondo la quale, pur non disconoscendo i meccanismi della sedimentari propugnata dai Nettunisti, l'origine di molte rocce (basalti e graniti) era magmatica. Hutton fu il primo a riconoscere la natura delle rocce intrusive e a ipotizzare la loro origine da un magma primordiale. Sempre Hutton fu il primo che ipotizzò la fuoriuscita del calore terrestre attraverso eruzioni vulcaniche periodiche che, a loro volta, determinavano un innalzamento del terreno, spianato successivamente dall'erosione. L'originalità del suo pensiero consiste, per l'appunto, nella formulazione di un modello ciclico (il ciclo di sollevamenti → erosioni e → fusioni ) dell'evoluzione della Terra, associato intimamente al concetto dell'attualismo:
la fuoriuscita del calore terrestre attraverso periodiche eruzioni vulcaniche avrebbero determinato un innalzamento del suolo;
i successivi processi erosivi avrebbero contribuito a ridurre l'altezza dei rilievi e trasportato i detriti in mare;
per il calore interno della Terra, i sedimenti marini si sarebbero fusi nuovamente e sarebbero stati spinti nuovamente verso l'alto, iniziando in tal modo un nuovo ciclo. 

Meteorologia
Hutton si è interessato anche dei cambiamenti atmosferici. Nello stesso volume nel quale era apparso la "Theory of the Earth" è contenuta anche la "Theory of Rain" (Teoria di Pioggia). Hutton si interessò al problema se l'Umidità atmosferica, la quantità di vapore acqueo che può essere contenuta nell'atmosfera aumenti con la temperatura e se pertanto, in presenza di due masse di aria con temperature differenti, una parte del vapore acqueo possa essere condensata e manifestarsi in forma visibile. Analizzò i dati disponibili riguardo alla pioggia e al clima in regioni diverse del globo, e pervenne alla conclusione che la pioggia è regolata da un lato dall'umidità dell'aria e dall'altro dal mescolamento di correnti di aria differenti negli strati più alti dell'atmosfera.

Vedi:
Hutton's Unconformity at Siccar Point


mercoledì 6 luglio 2016

Hutton's Unconformity at Siccar Point - Contiene Video

 

Hutton's Unconformity is any of various famous geological sites in Scotland. These are places identified by 18th-century Scottish geologist James Hutton as an unconformity, which provided evidence for his Plutonist theories of uniformitarianism and about the age of the Earth.



 


Transcript:  
Geological time - Geology at Siccar Point 

Chris Wilson: 
There are some special places where the immensity of geological time becomes clear and this is arguably the most special of those special places. It's Siccar Point on the south coast of the Firth of Forth in Scotland. And it's here where the concept of an unconformity was first discussed and described. What is unconformity? Well it's a junction between two groups of rocks that are completely different in character and age. Let's work out way through this one now. 



The older rocks at this junction are these. They're grey rocks that were deposited deep in an ocean and they've been tilted now so that the original horizontal layers are standing up on end and here they meet the younger groups of rocks. The younger groups of rocks are red, much sandier, slightly tilted and the junction between the two couldn't be clearer. And there are fragments up here within the beds of the younger ones. Why is Siccar so special? 
Because it's here that unconformities were discovered by James Hutton at the end of the 18th century. Now Hutton was a fantastic scientist. He was the father of modern geology. He did 'an Einstein 'on the subject, he solved a problem before anybody else knew there was a problem there. And he came here with a group of friends to show them the immensity of what he discovered and the account they wrote of the visit was 'electric', and I want to read part of it to you now. "We made for a high rocky point or headland, the Siccar. On landing at this point we found that we'd actually trode on the primeval rock. It is here a micaceous in beds nearly vertical, highly indurated, and stretching from south east to North West. The surface of this rock runs with a moderate ascent from the level of low water at which we'd landed, to that of high water where the schistus has a thin covering of red horizontal sandstone laid over it.
This sandstone, a few yards further back, rises into a very high perpendicular cliff. Here, therefore, the immediate contact of the two rocks is not only visible but is curiously dissected and laid open by the action of the waves. The rugged tops of the schistus are seen penetrating into the horizontal beds of sandstone, and the lowest of these last form a breccia containing fragments of schistus, some round and others angular." Or Hutton was highly pleased. On those of us who saw this phenomena for the first time the impression made will not easily be forgotten. We felt ourselves necessarily carried back to time when the schistus on which we stood was yet at the bottom of the sea standing upright in vertical beds. And the sandstone was only beginning to be deposited. An epocha even more remote presented it'self when the most ancient of these rocks lay at the bottom of the sea and was not yet disturbed.

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