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giovedì 16 ottobre 2025

Breve Lezione di Scienze della Terra: I Deserti - Definizione

Merzouga - Morocco
In geografia, il deserto è definito un'area della superficie terrestre quasi o del tutto disabitata, nella quale le precipitazioni difficilmente superano i 250 millimetri l'anno e il terreno è prevalentemente arido, con scarsa o nulla vegetazione.


Tra i deserti, in base a questa definizione, vanno annoverate anche le Regioni polari, oltre alle più familiari zone aride che si incontrano alle medie e basse latitudini.

Sotto il profilo geomorfologico il deserto può comprendere montagne, altopiani o pianure ruvidi e aspri, occupando a volte bacini contornati da montagne. La superficie può essere rocciosa, ghiaiosa o sabbiosa: i paesaggi caratteristici con le dune e la sabbia spazzata dal vento sono solo uno dei tanti aspetti con cui può presentarsi un deserto.

Alternativamente la parola deserto viene utilizzata per indicare un luogo non abitato da esseri umani e scarsamente abitato da altre specie viventi: anche in base a questa definizione, i deserti comprendono i luoghi dal clima rigido, come l'Antartide e la tundra o più in generale le Regioni polari.


Elenco delle principali aree desertiche con relativa superficie in Km quadrati e localizzazione.

Nome
Area (km²) Localizzazione
Antartide 14.500.000 Antartide
Sahara 7.800.000 Africa settentrionale
Groenlandia 2.166.086 America settentrionale-Europa
Libico-Nubiano 1.770.000 Libia-Egitto-Sudan
Gran Deserto Australiano 1.520.000 Australia
Gobi 1.500.000 Cina-Mongolia
Kalahari 750 Namibia-Botswana-Sudafrica-Zimbabwe
Rub' al-Khali 700 Arabia Saudita
Deserto patagonico 670 Argentina
Deserto di Simpson o di Arunta 584 Australia
Gran Deserto Sabbioso 400 Australia
Taklamakan 400 Cina
Deserto siriano 330 Siria
Gran Deserto Victoria 320 Australia
Deserto di Sonora 311 USA- Messico
Arabico 300 Egitto
Karakum 300 Turkmenistan
Kizilkum 300 Uzbekistan-Kazakistan
Deserto di Thar o Gran Deserto 260 India-Pakistan
Deserto di Gibson 220 Australia
Deserto di Sechura 185 Perù
Atacama 132 Cile
Deserto del Nafūd 72 Arabia Saudita
Deserto del Namib 50 Namibia-Angola
Deserto del Mojave 38 USA
Deserto del Negev 17.3 Israele
Deserto Dipinto 19.4 USA
Los Médanos de Coro 91 Venezuela

giovedì 11 luglio 2024

Silicio Si - Elemento - Peso atomico 28,06, Numero atomico 14

Silicio - Si presenta grigio scuro con riflessi bluastri
Il silicio è l'elemento chimico della tavola periodica degli elementi che ha come simbolo Si con valenza 2,4,6 e come numero atomico il 14. Un semiconduttore tetravalente, il silicio è meno reattivo del suo analogo chimico, il carbonio. È il secondo elemento per abbondanza nella crosta terrestre dopo l'ossigeno, componendone il 27,7% del peso. Si trova in argilla, feldspato, granito e quarzo, principalmente in forma dibiossido di silicio, silicati e alluminosilicati (composti contenenti silicio, ossigeno e metalli). Il silicio è il componente principale di vetro, cemento, ceramica e silicone.


Nella sua forma cristallina, il silicio ha un colore grigio e una lucidità metallica. Anche se è un elemento relativamente inerte, reagisce con gli alogeni e gli alcali diluiti, ma la maggior parte degli acidi (eccetto l'acido fluoridrico) non lo intaccano.
Il silicio trasmette più del 95% di tutte le lunghezze d'onda della luce infrarossa.
Il silicio è alla base di tutti i silicati, minerali formati da silicio e ossigeno più altri elementi in forma ionica. I silicati sono contenuti nei magmi e, per la struttura tetraedrica della silice, il magma diventa più viscoso, e capace di trattenere maggiori quantità di gas. In base al contenuto di silice si determina l'acidità di un magma e delle rocce dal quale deriva. Se è poco presente il magma si dirà basico.

Quarzo - Località : La Gardette mine, Bourg d'Oisans, Isère France - Size 13 x 13 cm
Il silicio è il principale componente degli aeroliti, che sono una classe di meteoroidi nonché della tectite, che è una forma naturale di vetro.
Calcolando in base al peso, il silicio compone il 27,7% della crosta terrestre e dopo l'ossigeno è il secondo elemento più abbondante sul pianeta. Il silicio elementare non si trova in natura, appare in genere come ossido (ametista, agata, quarzo, rocce cristalline, selce, diaspro, opale) e silicati (granito, amianto,feldspato, argilla, hornblenda, mica e altri).
Il silicio viene preparato commercialmente tramite riscaldamento di silice ad elevato grado di purezza, in una fornace elettrica usando elettrodi di carbonio. A temperature superiori a 1 900 °C, il carbonio riduce la silice in silicio secondo l'equazione chimica

SiO2 + 2C → Si + 2CO

Il silicio liquido si raccoglie in fondo alla fornace, e viene quindi prelevato e raffreddato. Il silicio prodotto tramite questo processo viene chiamato silicio di grado metallurgico (MGS) ed è puro al 98%. Un eccesso di carbonio può portare alla formazione del carburo di silicio

SiO2 + C → SiO + CO
SiO + 2C → SiC + CO

Comunque, se la concentrazione di SiO2 è mantenuta elevata, il carburo di silicio può essere eliminato
2SiO2 + SiC → 3Si + 2CO

Per raggiungere gradi di purezza superiori necessari ad esempio per realizzare dispositivi elettronici a semiconduttore, è necessario praticare un ulteriore purificazione ad esempio con il metodo Siemens. Nel marzo del 2012 il silicio di grado metallurgico costava circa 2,19 €/kg.
Per saperne di più sul Silicio comincia da qui.

lunedì 1 febbraio 2021

Agate - Onice


A distinctly banded variety of Chalcedony.
Originally reported from Dirillo river (Achates river), Acate, Ragusa Province, Sicily, Italy.

Varietà fibrosa compatta di quarzo translucido, con struttura zonata visibile a occhio nudo anche per una diversità di colore, spessore e trasparenza delle zone; le zone bianche sono interamente opache. L’agate con forte distacco di tinte (per es., bianco e nero) prende il nome di onice.
Con il nome di onice si indicano due tipi di rocce completamente differenti: l'onice silicea normalmente di colore nero striata di bianco con composizione SiO2 . n H2O, simile al calcedonio ma non al quarzo che è cristallino, si trova in Brasile, Messico, ecc...e l'onice calcarea, detta anche onice alabastrite, onice etoca o onice egiziana che è composta da CaCO3, è di colore bruno quella di Montaione o verde chiaro quella del Pakistan.Mineralogicamente è una varietà di calcedonio, ossia quarzo in masse compatte microcristalline, di colore opaco o semi-opaco, uniforme, che copre le tonalità rosso-bruno e l'intera gamma di grigi fino al nero. Come tutte le varietà di quarzo è molto duro (da 6 a 7 nella scala di Mohs). Si forma principalmente in ambiente filoniano-idrotermale di bassa temperatura e metamorfico, oppure, secondariamente, in rocce sedimentarie dove si si presenta in forma massiva e stratificata prendendo il nome di selce, un materiale molto utilizzato dall'uomo nella preistoria e nell'antichità per la preparazione di oggetti affilati e monili.
Le agate si formano per cristallizzazione ritmica di silice gelatinosa, di solito entro cavità amigdalari di rocce basaltiche, perciò la forma esterna è rotondeggiante; la cavità non è sempre interamente riempita e, in alcuni casi, nella parte più interna le fibre assumono lo sviluppo di normali cristalli di quarzo, spesso ametistino. La zonatura può seguire più o meno la forma esterna oppure no: si hanno quindi a. a struttura zonata concentrica e agate a zone orizzontali parallele (a. uruguaiane ).

Esauritisi quasi del tutto i noti giacimenti della Nahe e dell’Idar, i più ricchi oggi sono quelli dello Stato di Rio Grande do Sul (Brasile), dell’Uruguay, del Deccan (India) e del Madagascar. 

Si distinguono diverse varietà: agate bagnata, tinta artificialmente tenendo la pietra immersa per lungo tempo in una soluzione che già contiene il principio colorante (per es., nitrato di cobalto) o immergendo la pietra successivamente in due soluzioni diverse capaci di produrre un precipitato del colore voluto (per es., una soluzione di zucchero e successivamente di acido solforico); la capacità di fissare il pigmento colorante dipende dal grado di porosità degli straterelli; agate calcedonio, a zonature poco distinte; agate corniola , nella quale prevale il color rosso; agate diaspro, opaca e non translucida; agate figurata, con zonature imitanti figure.




mercoledì 12 giugno 2019

Il Quarzo Citrino: la Pietra dei Mercanti

Drusa di quarzo citrino
Il significato del nome citrino deriva dalla parola greca “citron”, ossia cedro: il colore del minerale richiama appunto questi agrumi.

Questo cristallo è trovato in moltissimi posti, tra cui la Francia, la Gran Bretagna, la Russia, il Madagascar, la Birmania, la Spagna, gli Stati Uniti e il Brasile. Il colore varia a seconda della provenienza e dell’eventuale trattamento termico. Se si tratta di cristallo autentico, può variare dal giallopallido a intense tonalità color miele.
Il quarzo citrino era conosciuto ed apprezzato già ai tempi dell’antica Grecia. Era, infatti, una gemma popolare che nei secoli a venire avrebbero incominciato ad utilizzare anche i Romani e a lavorarla come pietra preziosa.



In ogni caso, il quarzo citrino aveva una grossa importanza a tal punto da essere indicato come la materializzazione del sole. Anche nel Medioevo esso ha conosciuto uno sviluppo degno di nota. In questo periodo veniva impiegato come amuleto, doveva aiutare ad accumulare ricchezza e favorire il buon esito di un affare.
Come tutte le pietre che legano la loro preziosità alla trasparenza, anche in questo caso la determinazione del costo è data dalla limpidezza del minerale e dal numero di eventuali inclusioni. Ha tutte le caratteristiche fisiche del quarzo, pertanto è una pietra dura e molto resistente. Il citrino viene associata al 13° anniversario.
Perline sfaccettate di quarzo citrino
È credenza popolare che il citrino sia una pietra "del successo" perché sembra aiuti a promuovere quello personale e l'abbondanza, soprattutto nel mondo degli affari e del commercio. Per lo zodiaco potrebbe essere la pietra dei segni: leone, scorpione, sagittario, pesci . Sarebbe anche la pietra del mese dei nati a novembre.

domenica 9 giugno 2019

Occhio di Tigre - Tiger's eye - Gemmologia


L’Occhio di Tigre è una varietà di quarzo caratterizzata dalla presenza di fitte fibre di crocidolite, responsabili della colorazione dorata e dei riflessi luminosi che lo fanno assomigliare agli occhi delle tigri.


Il suo colore più comune è il nero-bruno, sfumato con effetti cangianti grazie a riflessi iridescenti, proprietà ottica definita “gatteggiamento“. La maggior parte di queste pietre provengono dal Sud Africa, ma si trovano anche in Brasile, India, Birmania, Australia e Stati Uniti.
I soldati romani portavano in battaglia un Occhio di Tigre sul quale erano scolpiti simboli portafortuna. Nel Medioevo era usato come pietra protettiva contro i sortilegi e i demoni e per attrarre la ricchezza. Permette di difendersi da situazioni opprimenti e da persone che tendono al controllo e a invadere lo spazio degli altri. Dona equilibrio emotivo, riduce l’ansia e gli effetti dello stress.
E’ la pietra del giudizio: permette di fare chiarezza nelle proprie idee e di gestire le situazioni più critiche con saggezza e senza esitare.


Esalta lo spirito d’iniziativa ed è particolarmente indicata per le persone dispersive, incoerenti e incapaci di tradurre la volontà in azione. Regolarizza e riscalda l’organismo, è indicata per gli organi dell’addome e le affezioni all’apparato respiratorio.
Alcuni antichi testi riportano che gli Arabi e i Greci veneravano l'occhio di tigre come pietra che rallegrasse chi lo indossava e aumentasse la sua prontezza. E’ una pietra che viene considerata come un simbolo maschile.
Durezza: 8,5 della Scala di Mohs.

giovedì 6 giugno 2019

Il Cristallo di rocca

Bottiglia realizzata con il Cristallo di rocca
Cristallo di rocca è l’altro nome con il quale è conosciuto il quarzo ialino. Il nome quarzo ialino deriva dal greco e significa “cristallo trasparente”.

E’ affascinante per la sua semplicità ed eleganza e per la capacità di scomporre la luce bianca nei colori dell’arcobaleno. E’ spesso definito il cristallo sovrano del regno minerale.
Il cristallo di rocca è considerato dagli Sciamani una “Pietra di Luce” in quanto connesso con il Cielo. Dall’antica Roma al Giappone, dall’Africa all’Australia e persino nelle leggendarie civiltà di Atlantide, Lemuria e Mu, questo cristallo è presente ed usato per convogliare le energie positive. Le innumerevoli possibilità di taglio e dimensione che possono prendere questi cristalli, rendono le creazioni che li contengono eleganti, armoniose, cariche di energia. Che si tratti di piccole o grandi sfere sfaccettate o gocce pendenti o sfere grandi e lisce, la loro assoluta trasparenza impreziosisce chi le indossa.
Cristallo di rocca
Il cristallo di rocca è stato ampiamente utilizzato durante il periodo "Art Deco", negli anni 30 quando è tornato in auge e riscoperto.
I quarzi sono di facile manutenzione e generalmente duri. Si consiglia il lavaggio con acqua e detergente liquido per piatti; importante un abbondante risciacquo con acqua pulita e poi con alcool. La sua durezza è 7 della scala di Mohs.
Da un punto di vista astrologico, è considerato un cristallo la cui energia è collegata al Sole, alla Luna e agli elementi fuoco ed acqua e lo rende appetibile per tutti i segni zodiacali.

sabato 20 aprile 2019

Corniola grezza


La corniola è una varietà molto nota di calcedonio. La sua colorazione più pregiata è quella di un rosso-arancio, dovuto alla presenza di ossidi di ferro, mentre le tonalità più chiare sono da attribuirsi all'idrossido di ferro. Se si sottopone il minerale ad un leggero riscaldamento, il suo colore diventa più intenso.
La durezza è 7 della scala di Mohs, come per tutti i quarzi, e questo fatto la rende molto adatta ai lavori di incisione oltre che alla produzione di sfere di collane.

Per gli antichi Egizi la corniola, era il rosso simbolo della vita: legata a precise pratiche religiose, aveva il compito di accompagnare i defunti durante il viaggio verso l'aldilà, per questo la gemma adornava anche il prezioso pettorale funerario del faraone Tutankhamon. In corniola poi venivano scolpiti molti animali sacri come l'ariete di Amon ed il falco Horus (simbolo del sole). Nel Buddhismo è uno dei sette tesori, simboleggia la saggezza.
I giacimenti più noti, anticamente sfruttati già dai Romani, erano quelli situati in Arabia, India e in Persia. Attualmente la corniola si estrae nello stato brasiliano di Rio Grande do Sul e in Uruguay.

sabato 30 marzo 2019

La Corniola - Gemma

Corniola grezza
La corniola è una varietà molto nota di calcedonio. La sua colorazione più pregiata è quella di un rosso-arancio, dovuto alla presenza di ossidi di ferro, mentre le tonalità più chiare sono da attribuirsi all'idrossido di ferro. Se si sottopone il minerale ad un leggero riscaldamento, il suo colore diventa più intenso.

La durezza è 7 della scala di Mohs, come per tutti i quarzi, e questo fatto la rende molto adatta ai lavori di incisione oltre che alla produzione di sfere di collane.
Carnelian - tumble polished stone
Per gli antichi Egizi la corniola, era il rosso simbolo della vita: legata a precise pratiche religiose, aveva il compito di accompagnare i defunti durante il viaggio verso l'aldilà, per questo la gemma adornava anche il prezioso pettorale funerario del faraone Tutankhamon. In corniola poi venivano scolpiti molti animali sacri come l'ariete di Amon ed il falco Horus (simbolo del sole). Nel Buddhismo è uno dei sette tesori, simboleggia la saggezza.

I giacimenti più noti, anticamente sfruttati già dai Romani, erano quelli situati in Arabia, India e in Persia. Attualmente la corniola si estrae nello stato brasiliano di Rio Grande do Sul e in Uruguay.

giovedì 5 ottobre 2017

Ametista

Anello con Ametista
L'ametista è una varietà violacea di quarzo, tipica delle rocce basaltiche, che è stata sin dal 3000 a.C., in Egitto e in Mesopotamia, una delle gemme più utilizzate per la creazione di gioielli, sigilli e intagli. Il termine ametista deriva dal greco améthystos che significa "non ebbro". Una leggenda mitologica spiega che Ametista era una ninfa dei boschi di cui Bacco, il dio del vino, si era invaghito; ma la fanciulla, per sfuggire allo sgradito corteggiamento, si rivolse a Diana, che la trasformò in un limpido cristallo. Adirato, Bacco vi rovesciò addosso la sua coppa colma di vino, conferendogli così un delicato colore violetto, insieme al potere di proteggere dagli inebrianti effetti della bevanda a lui cara.
Cristalli di Ametista dal Brasile
I Greci ritenevano che l'ametista costituisse un eccellente rimedio contro gli effetti dell'alcool e i Romani contribuirono ad alimentare questa leggenda. Una particolare etichetta comportamentale imponeva infatti ai commensali di bere vino in coppe di cristallo ogni volta che l'ospite accostava la sua alle labbra. Egli però si limitava a bere acqua pura in un calice d'ametista, i cui riflessi viola 'coloravano' l'acqua dandole l'apparenza del vino. Così l'ospite poteva rimanere signorilmente sobrio mentre i suoi commensali cedevano all'ebbrezza.

Il suo bel colore viola ha però un nemico: il calore; già la prolungata esposizione al sole ed alla luce intensa ne provoca l'impallidimento; se poi la temperatura viene portata tra i 400 e i 500 °C, i cristalli cambiano la loro colorazione in modo così radicale (in giallo-bruno-arancio) da meritarsi addirittura un altro nome: quello di quarzo citrino.

I cristalli di ametista si rinvengono essenzialmente all'interno di geodi sviluppatisi nelle rocce basaltiche. I geodi sono formazioni geologiche costituite da cavità chiuse sulle cui pareti interne sono impiantati raggruppamenti di cristalli "cresciuti" grazie a fluidi percolati attraverso la roccia.

Un enorme geode di ametista esposto presso  il National Museum_of_Scotland
I giacimenti principali di questo minerale si trovano in Brasile, Uruguay, Bolivia, India, Russia, Messico, USA e Madagascar. In Italia piccole formazioni sono state rinvenute in provincia di Trento, Bolzano, Sassari, Grosseto e Torino.

Il suo utilizzo è ancora principalmente mirato alla produzione di gioielli, coppe o calici. Fino alla scoperta dei grandi giacimenti brasiliani nel XIX secolo, l'ametista era stata rara e perciò cara, al giorno d'oggi invece è molto più a buon mercato e solo le grandi gemme più pure e dal colore viola più intenso possono raggiungere alte quotazioni sul mercato.
per saperne di più: http://it.wikipedia.org/wiki/Ametista

domenica 27 agosto 2017

Drusa

Cristalli di ametista cresciuti in forma di drusa
La drusa in mineralogia è un'aggregazione di cristalli impiantati per un'estremità su una matrice rocciosa e liberi di accrescersi all'estremità opposta, contrariamente ai geodi i quali consistono in cavità con i cristalli che, impiantati sulle pareti, si accrescono verso l'interno.

I minerali comuni che si presentano frequentemente sotto forma di druse sono la pirite, il quarzo, l'ortoclasio e la fluorite.

mercoledì 28 giugno 2017

Chimica - Numero Atomico 14 - Il Silicio - Si



Il silicio è l'elemento chimico della tavola periodica degli elementi che ha come simbolo Si e come numero atomico il 14. Un semimetallo tetravalente, il silicio è meno reattivo del suo analogo chimico, il carbonio. È il secondo elemento per abbondanza nella crosta terrestre dopo l'ossigeno, componendone il 27,7% del peso. Si trova in argilla, feldspato, granito e quarzo, principalmente in forma di biossido di silicio, silicati e alluminosilicati (composti contenenti silicio, ossigeno e metalli). Il silicio è il componente principale di vetro, cemento, semiconduttori, ceramica e silicone.
Cristallo di Quarzo con inclusioni di Fluorite
Nella sua forma cristallina, il silicio ha colore grigio e una lucidità metallica. Anche se è un elemento relativamente inerte, reagisce con gli alogeni e gli alcali diluiti, ma la maggior parte degli acidi (eccetto l'acido fluoridrico) non lo intaccano.

martedì 20 giugno 2017

Opale

Vene di Opale
L'opale è un minerale amorfo (silice idrata: SiO2·nH2O), ha un colore variabile dal trasparente al bianco latte, con una infinità di differenti intermedi (verde, rosso, giallo, marrone, nero). Il contenuto in acqua può arrivare fino al 20%. La formazione dell'opale avviene mediante lento deposito geologico di un gel colloidale di silice a bassa temperatura.

Esso comprende molte varietà fra cui l'opale comune, l'opale nobile, l'opale nera, l'opale d'acqua, l'opale di fuoco, l'opale xiloide e la ialite.
Opale nobile
La parola opale ha radice comune nel sanscrito upala, nel greco opallios e nel latino opalus (con significato di pietra preziosa).
I giacimenti maggiori si trovano in Messico, Galles e Australia, segnatamente nella zona di Lightning Ridge, dove si estrae la preziosa opale nera.
L'opalescenza, il gioco di colori e di luce presentato dai campioni di opale, è dovuta ad effetti di interferenza ed alla diffrazione della luce causata a sua volta dalla regolare disposizione delle sferette di silice le quali si dispongono in una forma impaccata, regolare e tridimensionale; è simile quindi alla disposizione dei cristalli.
Un riscaldamento di campioni di opale può causarne la disidratazione e, pertanto, la perdita dell'effetto di opalescenza. Una parziale reidratazione è ottenibile con prolungata immersione dei campioni danneggiati in acqua.


domenica 11 giugno 2017

Silicio Si

Silicio - Si presenta grigio scuro con riflessi bluastri
Il silicio è l'elemento chimico della tavola periodica degli elementi che ha come simbolo Si con valenza 2,4,6 e come numero atomico il 14. Un semiconduttore tetravalente, il silicio è meno reattivo del suo analogo chimico, il carbonio. È il secondo elemento per abbondanza nella crosta terrestre dopo l'ossigeno, componendone il 27,7% del peso. Si trova nelle argille, feldspato, granito e quarzo, principalmente in forma dibiossido di silicio, silicati e alluminosilicati (composti contenenti silicio, ossigeno e metalli). Il silicio è il componente principale di vetro, cemento, ceramica e silicone.


Nella sua forma cristallina, il silicio ha un colore grigio e una lucidità metallica. Anche se è un elemento relativamente inerte, reagisce con gli alogeni e gli alcali diluiti, ma la maggior parte degli acidi (eccetto l'acido fluoridrico) non lo intaccano.
Il silicio trasmette più del 95% di tutte le lunghezze d'onda della luce infrarossa.
Il silicio è alla base di tutti i silicati, minerali formati da silicio e ossigeno più altri elementi in forma ionica. I silicati sono contenuti nei magmi e, per la struttura tetraedrica della silice, il magma diventa più viscoso, e capace di trattenere maggiori quantità di gas. In base al contenuto di silice si determina l'acidità di un magma e delle rocce dal quale deriva. Se è poco presente il magma si dirà basico.

Quarzo - Località : La Gardette mine, Bourg d'Oisans, Isère France - Size 13 x 13 cm
Il silicio è il principale componente degli aeroliti, che sono una classe di meteoroidi nonché della tectite, che è una forma naturale di vetro.
Calcolando in base al peso, il silicio compone il 27,7% della crosta terrestre e dopo l'ossigeno è il secondo elemento più abbondante sul pianeta. Il silicio elementare non si trova in natura, appare in genere come ossido (ametista, agata, quarzo, rocce cristalline, selce, diaspro, opale) e silicati (granito, amianto,feldspato, argilla, hornblenda, mica e altri).
Il silicio viene preparato commercialmente tramite riscaldamento di silice ad elevato grado di purezza, in una fornace elettrica usando elettrodi di carbonio. A temperature superiori a 1900 °C, il carbonio riduce la silice in silicio secondo l'equazione chimica

SiO2 + 2C → Si + 2CO

Il silicio liquido si raccoglie in fondo alla fornace, e viene quindi prelevato e raffreddato. Il silicio prodotto tramite questo processo viene chiamato silicio di grado metallurgico (MGS) ed è puro al 98%. Un eccesso di carbonio può portare alla formazione del carburo di silicio

SiO2 + C → SiO + CO
SiO + 2C → SiC + CO

Comunque, se la concentrazione di SiO2 è mantenuta elevata, il carburo di silicio può essere eliminato
2SiO2 + SiC → 3Si + 2CO

Per raggiungere gradi di purezza superiori necessari ad esempio per realizzare dispositivi elettronici a semiconduttore, è necessario praticare un ulteriore purificazione ad esempio con il metodo Siemens. Nel marzo del 2012 il silicio di grado metallurgico costava circa 2,19 €/kg.
Per saperne di più sul Silicio comincia da qui.

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