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domenica 12 maggio 2019

Icnologia

Cunicoli prodotti da crostacei Thalassinoides del Giurassico medio. (Cratere di erosione Qatan, nel sud di Israele).
L'icnologia, dal greco ichnos (traccia) e logos (discorso), è la branca della paleontologia e della biologia che si occupa dello studio delle tracce lasciate dagli organismi animali. In particolare, la paleoicnologia si occupa dello studio degli icnofossili, mentre la neoicnologia si occupa dello studio delle tracce inerenti all'era moderna. Questa disciplina consente di effettuare un confronto tra le tracce moderne e quelle fossilizzate fornendo un supporto allo studio del comportamento e dell'anatomia degli organismi che hanno lasciato tali tracce, persino nel caso in cui non sia possibile rinvenire dei corpi fossilizzati. L'icnologo è lo scienziato la cui area di studio e ricerca è l'icnologia.

Il termine icnologia fu introdotto nel 1836 dal geologo inglese William Buckland, con riferimento allo studio delle impronte fossili. Negli Stati Uniti il pioniere di questi studi fu Edward Hitchcock, che istituì il Gabinetto Icnologico dell'Amherst College (a Amherst, nel Massachusetts), basato prevalentemente su materiale raccolto nella valle del fiume Connecticut.

Nel 1881 anche Charles Darwin pubblicò uno studio sull'argomento, occupandosi di bioturbazione e in particolare dei cunicoli scavati dai lombrichi.

Gli studi icnologici sono basati sulla scoperta e analisi delle strutture biogeniche, ovvero le tracce lasciate da organismi viventi. Pertanto, le tane degli animali, le impronte dei piedi e delle mani, i percorsi, i segni della coda, sono esempi di strutture biogeniche; non lo sono i gusci delle conchiglie, così come i resti dei corpi degli animali.

Per mantenere una differente nomenclatura per corpi e tracce fossili, viene utilizzato il concetto di icnospecie o icnotaxon per denominare le tracce fossili. Gli icnotaxa sono classificati in modo alquanto differente nellanomenclatura zoologica rispetto ai taxa basati sui resti fossili.

sabato 16 dicembre 2017

Libro: Sulle tracce dei dinosauri. Esplorazioni di un mondo perduto


A giudicare dall'interesse che continuano a suscitare in un pubblico vastissimo, i dinosauri si direbbero i più vivi tra gli animali estinti. Raccontate da uno studioso che lavora sul campo, le conoscenze scientifiche sui dinosauri hanno il magnetismo di un giallo preistorico. "La rinascita dei dinosauri": così i paleontologi definiscono la fiammata di curiosità che negli ultimi decenni ha accolto le risultanze di vaste esplorazioni di siti in ogni parte della terra. Se le si interroga nel modo giusto, come solo scienziati esperti sanno fare, le orme fossili dicono tantissimo, non solo sul comportamento individuale e sociale dei dinosauri, ma anche sul loro habitat, e sono quindi preziose per la ricostruzione del paleoclima e della paleogeografia. Attraverso quelle impronte lasciate sulle rocce sedimentarie tra 230 e 65 milioni di anni fa, entriamo in contatto con un mondo altrimenti perduto. In un saggio rivolto a un pubblico largo, Martin Lockley fornisce lo strumento per comprendere la preistoria: la mappa dei ritrovamenti fossili, il loro significato, la loro classificazione e le fondamentali deduzioni di carattere biologico. E si diverte a sfatare alcune leggende. Una guida per tutti gli appassionati.

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