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lunedì 10 giugno 2019

La Placca Africana


La placca africana è una delle 12 grandi placche (o zolle) in cui è diviso il globo terracqueo. Analogamente a quasi tutte le placche maggiori, comprende sia sezioni di crosta continentale che di crosta oceanica, concentrate nelle zone immediatamente adiacenti alle grandi dorsali che segnano i suoi confini.

I suoi confini geologici sono: a nord, con la placca euroasiatica, lungo un margine convergente che corre dalle coste mediterrane e mediorientali all'oceano Atlantico (un migliaio di chilometri al largo delle coste portoghesi, in corrispondenza della dorsale medioatlantica;
a nordovest, per un breve tratto, la suddetta dorsale medioatlantica segna il confine con la placca nordamericana;
ad ovest, sempre lungo il margine divergente della dorsale medioatlantica, tagliato da numerose zone di frattura, la placca africana confina con quella sudamericana;
a sud, con la vasta placca antartica, dalla quale la separano i margini divergenti segnati dalle dorsaliatlantico-indiana (prosecuzione a sudest della dorsale medioatlantica) e indiano-sudoccidentale, separate dalla frattura del Mozambico;
ad est, con la placca indo-australiana (a volte considerata come divisa fra placca indiana e placca australiana), lungo un margine divergente che corre lungo la dorsale medio-indiana, prosecuzione settentrionale della succitata dorsale indiano-sudoccidentale;
a nordest, con la placca arabica, segnata dal margine divergente corrispondente al mar Rosso, lungo il quale le due placche si stanno allontanando.


La placca africana, nella sua parte continentale, coincide quasi esattamente con l'Africa (compreso il Madagascar); si tratta per la quasi totalità di zone antiche, molto stabili (scudo africano), con aree piuttosto limitate di terreni paleozoici e cenozoico-mesozoici; lungo buona parte del lato orientale del continente corre una lunghissima fossa tettonica continentale (la cosiddetta Rift Valley), che divide la placca africana in due sottoplacche, la Nubiana ad ovest e la somala ad est, mutuamente allontanantisi. In tempi geologici, è possibile che le due sezioni della placca africana e la placca arabica si allontanino a sufficienza da permettere alle acque dell'oceano Indiano di sommergere l'area rendendo così l'attuale Corno d'Africa un'isola, in un processo simile a quello che circa 200 milioni di anni fa vide nascere l'attuale oceano Atlantico.
Elenco delle Placche Tettoniche

mercoledì 7 febbraio 2018

Rift Valley - Great Rift Valley - Africa


Mappa della Rift Valley. Il triangolo di Afar è colorato in rosso scuro. I numerosi vulcani attivi della zona sono mostrati come triangoli rossi. La linea tratteggiata mostra la parte est africana della faglia.
La Rift Valley oppure Great Rift Valley (dall'inglese rift valley, "fossa tettonica") o anche Grande fossa tettonica nei testi in italiano, è una vasta formazione geografica e geologica che si estende per circa 6000 km in direzione nord-sud della circonferenza terrestre, dal nord della Siria (sud-ovest dell'Asia) al centro del Mozambico (est dell'Africa).

La valle varia in larghezza dai 30 ai 100 km e in profondità da qualche centinaio a parecchie migliaia di metri. Si è creata dalla separazione delle placche tettoniche africana e araba, che iniziò 35 milioni di anni fa, e dalla separazione dell'Africa dell'est dal resto dell'Africa, processo iniziato da 15 milioni di anni. Il nome alla valle fu dato dall'esploratore John Walter Gregory. Qui sono stati ritrovati i resti fossili di un antichissimo ominide primitivo, cui fu dato il nome di Lucy.

La parte settentrionale della Rift Valley forma la valle del fiume Giordano, che scorre verso sud attraverso il lago Hula e il mar di Galilea, in Israele, fino al Mar Morto. A sud del Mar Morto, la Rift Valley è occupata dal wadi Araba e ancora più a sud dal golfo di Aqaba e dal Mar Rosso.

Rift Valley in Israele
Nella parte più meridionale del mar Rosso la Rift Valley si dirama in due direzioni diverse, verso est e verso sud. La zona della diramazione è chiamata il triangolo di Afar o depressione della Dancalia, si trova in Etiopia ed è probabilmente un punto geologico in cui tre placche tettoniche si dividono e tendono ad allontanarsi tra loro. La diramazione verso est forma il golfo di Aden, e da questo punto in poi la Rift Valley continua come parte delladorsale oceanica. La diramazione verso sud è spesso indicata come Great Rift Valley. Tra la depressione dell'Afar e la depressione del lago Turkana, in Kenya, si sviluppa la cosiddetta Rift Valley Etiopica, che separa l'altopiano etiopico ad ovest da quello somalo ad est. Più a sud la Rift Valley si divide in due rami, il ramo orientale e il ramo occidentale.

Il ramo occidentale è delimitato da alcune delle montagne più alte dell'Africa, inclusi i monti Virunga, i monti Mitumba e Ruwenzori e contiene i grandi laghi africani, che includono laghi tra i più profondi del mondo, come il lago Tanganica, profondo fino a 1.470 metri. Al contrario il lago Vittoria non è direttamente parte del sistema della Rift Valley, anche se in realtà è posizionato tra i rami orientale e occidentale.

Il ramo orientale si sviluppa in Kenya e Tanzania; ad esso è associata la montagna più alta d'Africa, il Kilimangiaro ed altri rilievi principali come il monte Kenya. I laghi del ramo orientale sono meno profondi rispetto a quelli del ramo occidentale e sono caratterizzati da un'alta concentrazione di sali minerali dovuta alle piogge, che portano i sali minerali dai vicini vulcani, e alla forte evaporazione dell'acqua. Il lago Magadi, ad esempio, ha la sua superficie completamente coperta di soda cristallizzata, e i laghi Elmenteita, Baringo,Bogoria e Nakuru sono fortemente alcalini, mentre il Lago Naivasha ha una grande varietà biologica grazie alle sorgenti di acqua dolce che lo alimentano.

The part way up to Mount Meru, the shape of the old caldera (volcanic crater)
I due rami si riuniscono nella parte meridionale terminale, formando il Lago Niassa, il terzo corpo d'acqua dolce più profondo del mondo, con profondità massima di 706 metri e disperdendosi poi nella valle dello Zambesi, nel Mozambico centrale.

L'attività geotermica e l'allargamento della faglia ha causato un assottigliamento della litosfera fino a uno spessore di soli 20 km, quando per i continenti lo spessore tipico è di 100 km. Tra qualche milione di anni, la litosfera potrebbe spaccarsi e l'Africa orientale potrebbe dividersi dal resto del continente.

L'attività vulcanica e la inusuale concentrazione di punti caldi ha prodotto le montagne vulcaniche del Kilimangiaro, monte Kenya, Karisimbi, Nyiragongo, monte Meru, monte Elgon e il vulcano Ol Doinyo Lengai, che è l'unico vulcano natrocarbonitico del mondo (cioè con presenza di carbonati).

giovedì 15 giugno 2017

Dorsale Medio Oceanica - Tettonica delle Placche

Dorsali Medio Oceaniche
Le dorsali oceaniche sono strutture create dove due placche si allontanano e il sottostante mantello astenosferico risale depressurizzandosi in condizioni semiadiabatiche. Ciò permette la fusione parziale del mantello tra i 30 e 100 km di profondità. I magmi risalgono in superficie a formare nuova crosta oceanica di composizione basaltica (MORB, Mid ocean ridge basalts). La superficie terrestre è attraversata da oltre 65.000 km di dorsali oceaniche, le più importanti delle quali sono la dorsale pacifica (EPR, East pacific rise), la dorsale atlantica (MAR, Mid atlantic ridge) e quella Indiana (Indian ridge). La dorsale pacifica è la più veloce avendo tassi di espansione oceanica anche di oltre 150 mm/anno. In corrispondenza delle dorsali oceaniche il flusso di calore aumenta e diminuisce la velocità delle onde sismiche per la presenza di mantello parzialmente fuso al di sotto di esse che ne riduce la rigidità. Diminuisce, inoltre, la batimetria oceanica che è mediamente di ca. 2500 m; le dorsali possono anche emergere come in Islanda, oppure trovarsi a profondità di 4000 m come nel Bacino di Cayman, nel mare Caraibico. Sono caratterizzate da terremoti di magnitudo mediamente inferiore a 7,5, sia perché sono zone con alto flusso di calore (>150÷200 mW m−2) sia perché rompere le rocce in estensione richiede molta meno energia che non in compressione come lungo le zone di subduzione.
Dorsale medio-atlantica nel sud dell'Islanda, presso il parco nazionale di Þingvellir.
Le dorsali oceaniche sono strutture mobili al di sopra del mantello, anche loro scollate rispetto all’astenosfera sottostante, e costituiscono le zone di produzione di nuova crosta oceanica che copre circa due terzi della superficie terrestre. La crosta oceanica man mano che si allontana dalla dorsale, assieme a una parte del mantello sottostante, si raffredda e raggiunge profondità fino a oltre 6000 m perché diviene progressivamente più densa. Le dorsali veloci presentano un gradiente batimetrico minore rispetto alle zone batiali adiacenti, e una forma a cuspide; quelle lente presentano una rift valley con faglie distensive e graben ben sviluppati. Le dorsali oceaniche sono segmentate da faglie trascorrenti ortogonali dette trasformi, in cui il rifting si trasferisce ai vari segmenti di dorsale. La crosta oceanica, raffreddandosi congela al di sotto della temperatura di Curie i minerali ferromagnetici che si orientano nella direzione del campo magnetico. L’analisi dei fondali marini adiacenti le dorsali oceaniche, effettuata con magnetometri dagli anni Cinquanta del XX sec. in poi, ha permesso di ricostruire la polarità, oltre che l’intensità del campo magnetico al momento della fissazione dei minerali. La specularità della registrazione magnetica sui due lati delle dorsali ha dimostrato in modo definitivo la mobilità della litosfera e, dunque, la tettonica delle placche.
Testo tratto dall'enciclopedia on line Treccani, link originale.

sabato 9 luglio 2016

Oldoinyo Lengai - The World's Only Carbonatite Eruptions - Contiene Video


Carbonatite lava flows: The World's Only Carbonatite Eruptions
East African Rift Volcanoes

Science has unearthed the secret to what might have been alchemy at Oldoinyo Lengai volcano in Tanzania.
There, in the ancient East African Rift at a place known to local Maasai people as the Mountain of God, Oldoinyo Lengai spews forth carbon dioxide-laden lavas called carbonatites. The carbonatites line the volcano's flanks like snowballs.
Oldoinyo Lengai is the only place on Earth where carbonatites currently erupt--and where carbon dioxide from a volcano doesn't vanish into thin air as a gas.
In a paper published the journal Nature, scientists report the results of a study of Oldoinyo Lengai's volcanic gas emissions, sampled by the team during a carbonatite lava eruption.


Oldoinyo Lengai Volcano (Tanzania) is the only volcano erupting silvery Carbonatite lava in historical times. Unlike normal lava, this lava looks like a silvery mud as it is too cool (550-700 deg. celsius) to glow visibly during daylight. A very weak glow can be observed at night and captured by long exposure photography (see e.g. http://www.photovolcanica.com/Volcano...)
Currently the type of activity shown can not be viewed following larger eruptions in 2007-2008 which left a large crater and removed the small eruptive cones as seen in the footage. The footage taken in July 2000 shows an extremely active cone on the main crater floor. A brief view is taken into the tiny lava lake in the top of the cone during a phase of reduced activity and multiple overflows and resulting lava flows and other features are documented.
The video is copyrighted material. Please do not reupload copies of the video to youtube or other video platforms. You can watch the original video for free as often as you like on youtube or download for personal viewing.


 

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