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lunedì 23 settembre 2024

Geologia: Orogenesi Alpina

Carta delle catene montuose formatesi a causa dell'orogenesi alpina.
L'orogenesi alpina è un processo di formazione orogenetica iniziatosi nel tardo Mesozoico e proseguito nel Cenozoico ed è all'origine della catena Alpino-Himalayana.

Questa orogenesi è stata causata dalla chiusura dell'oceano Tetide in seguito alla risalita verso nord dell'Africa, dell'Arabia e del Subcontinente indiano verso l'Eurasia.

Con la collisione delle masse continentali si sono formate numerose catene montuose che andarono a costituire la catena Alpino-Himalayana, estesa dal Marocco nell'Africa settentrionale e preseguente fino alla penisola indocinese. Queste catene si estendono nell'Africa del nord, in Europa ed attraversano tutto il bordo meridionale dell'Asia.
Mappa tettonica dell'Europa meridionale e Medio Oriente con la formazione delle catene montuose.
Per saperne di più: https://it.wikipedia.org/wiki/Orogenesi_alpina


venerdì 7 giugno 2024

Laurasia, Gondwana e Tetide


Gondwana Esteso continente che agli inizi del Paleozoico comprendeva tutte le terre attualmente presenti nell’emisfero meridionale: America Meridionale, Africa, Australia, India e Antartide. Era separato da un’altra estesa massa continentale posta più a nord (Laurasia) da un bacino oceanico, che verso la fine del Paleozoico si chiuse portando alla collisione i due continenti, i quali formarono così il supercontinente Pangea. Questo processo portò nel Pennsylvaniano e nel Permiano a una serie di cambiamenti climatici, con raffreddamento generale del pianeta che dettero luogo a un’epoca glaciale, i cui effetti sono stati riscontrati in tutti i continenti dell’emisfero meridionale attuale. A partire dal Giurassico, circa 160 milioni di anni fa, il Pangea, e quindi anche il Gondwana, si andò frammentando; quei movimenti, tuttora in atto, sono i diretti responsabili dell’attuale assetto dei bacini oceanici e delle masse continentali.

Laurasia Antico continente che circa 200 milioni di anni fa riuniva l’America Settentrionale, la Groenlandia e gran parte dell’Europa occidentale. Costituiva una delle porzioni in cui i continenti erano raggruppati alla fine del Paleozoico; l’altra porzione era denominata Gondwana. Queste due masse continentali che erano unite in diversi punti (lungo l’attuale Nord Africa, la costa settentrionale del Sud America e quella orientale del Nord America) a oriente erano invece separate da un oceano in fase di espansione denominato Tetide.


L'Oceano Tetide (o semplicemente Tetide) era un braccio oceanico disposto in senso Est-Ovest che, nei tempi geologici compresi tra il Permiano ed il Miocene separava l'Africa settentrionale dall'Europa e dall'Asia.
L'apertura dell'Oceano Tetide avvenne circa 250 milioni di anni fa, tra il Permiano ed il Triassico inferiore e portò alla separazione tra un blocco continentale settentrionale (Laurasia) ed uno meridionale (Gondwana). L'allontanamento delle due parti del Pangea proseguì fino al Giurassico, quando i movimenti delle placche tettoniche si invertirono ed iniziò una contrazione dell'Oceano Tetide stesso.
Il movimento dell'Africa era solidale con quello della placca adriatica, che forse ne rappresentava una parte settentrionale. La collisione della placca adriatica con il continente europeo chiuse la Tetide nella regione centrale del Mediterraneo, dando origine alla catena montuosa delle Alpi. A completare la chiusura della Tetide, l'India, staccatasi dal continente meridionale di Gondwana durante il Giurassico, si scontrò con l'Asia dando origine alla catena himalayana.
Il nome deriva dalla dea greca Teti (Τηθύς), sorella e moglie di Oceano e madre di svariate divinità fluviali e sorgive.

venerdì 21 ottobre 2022

Che Vuol dire - Pangea?


In paleogeografia, Pangea (dal greco antico πᾶν, forma neutra di πᾶς, "tutto", e,γέα "terra", cioè "tutta la terra") è il nome del supercontinente che si ritiene includesse tutte le terre emerse della Terra durante il Paleozoico e il primo Mesozoico.


Il nome "Pangea" fu attribuito nel 1915 da Alfred Wegener, in seguito alla formulazione della teoria della deriva dei continenti. Il vasto oceano (o "superoceano") che circondava il supercontinente viene chiamato Panthalassa ("tutto il mare"), mentre l'ampia insenatura che separava parzialmente la parte settentrionale da quella meridionale prende il nome di Oceano Tetide. Il nome Pangea si usa oggi per le unioni e riunioni di cose o persone, questi ultimi in particolare.

La Pangea si sarebbe spezzata circa 180 milioni di anni fa, a causa del processo della tettonica a zolle, dando luogo ad altri due supercontinenti: la Laurasia (supercontinente del nord) e la Gondwana (supercontinente del sud). Dall'ulteriore frammentazione della Laurasia e della Gondwana deriverebbero gli attuali continenti.
Fu all'inizio del XX secolo che il fisico tedesco Alfred Wegener fu attirato da una strana coincidenza: la forma della costa occidentale del continente africano e quella della costa orientale del continente sudamericano combaciavano perfettamente. Wegener, a conferma della sua teoria, portò altre prove, quali la natura geologicamente simile delle rocce dei continenti che idealmente si incastravano e alcuni ritrovamenti fossili del rettile Mesosaurus e della felce Glossopteris, distribuiti in fasce che abbracciavano i due continenti e che facevano ipotizzare che in passato fossero uniti in un solo continente. Nonostante queste prove la sua teoria fu ritenuta bizzarra e non venne accettata.



In effetti Wegener, con i mezzi e le conoscenze a disposizione nel secolo scorso, non poteva spiegare come e perché da quest'unica Pangea si fossero poi distaccati i vari continenti e da che cosa potesse nascere la forza responsabile dei loro spostamenti successivi. Oggi si sa che la causa è il rimpicciolimento progressivo della superficie terrestre, man mano che il magma sottostante si raffredda e solidifica e quindi diminuisce di volume, provocando tensioni tra le varie zolle che tendono a premere una contro l'altra o a sovrapporsi. La pressione della crosta sul magma è tra l'altro, e a conferma, la causa della fuoriuscita di magma da certi punti dove la crosta è più sottile, vulcani.
La teoria sulla Pangea è oggi largamente accettata, e viene detta teoria della Deriva dei continenti. I geologi ipotizzano anzi che la Pangea sia stata preceduta da diversi altri supercontinenti, tra cui la Pannotia (600 milioni di anni fa), la Rodinia (750 milioni di anni fa) e la Vaalbara (3,6 miliardi di anni fa). Difatti tale ipotesi è suffragata dalla realistica possibilità che il magma abbia cominciato a solidificarsi non a partire da un singolo punto, ma da due punti, i due punti più freddi del pianeta, come è oggi per i due poli. E quindi due supercontinenti, che col progressivo raffreddamento e solidificazione del magma si sarebbero espansi ciascuno in direzione dell'equatore, fino ad unirsi/scontrarsi formando la pangea.

domenica 19 maggio 2019

La Placca Antartica

L'Antartide dal satellite oggi.

La placca antartica è una placca tettonica della litosfera terrestre, che corrisponde al continente antartico e alle porzioni meridionali degli oceani circostanti, estendendosi su una vastissima area all'estremità meridionale del pianeta Terra.
Le placche terrestri; in blu la placca antartica.

I suoi confini geologici sono divisi con:
la placca pacifica, in corrispondenza dell'oceano omonimo, tramite un margine divergente segnato dalla dorsale pacifico-antartica e dalla parte meridionale della dorsale pacifico orientale; ad oriente di questa, la placca antartica confina con la più piccola placca di Nazca;
la placca africana, tramite i margini divergenti marcati dalla dorsale atlantico-indiana e dalla dorsale indiano-sudoccidentale, separate dalla importante frattura del Mozambico;
la placca sudamericana, al di sotto della quale subduce in prossimità delle coste meridionali del Cile;
la placca Scotia, nella parte meridionale dell'Atlantico sudamericano;
la placca indo-australiana, tramite un margine divergente segnato dalla dorsale indiana sudorientale e dalla parte sudorientale della dorsale medio-indiana.

La placca antartica è ampia all'incirca 60.900.000 km²; come tale, è la quinta più grande placca tettonica del pianeta. Comprende tradizionalmente anche la placca delle Shetland.

La placca antartica comprende aree di crosta terrestre sia oceanica che continentale (tutta la massa continentale antartica); quest'ultima è costituita per la maggior parte da superfici antiche e stabilizzate (piattaforma dell'Antartide orientale) e da superfici più recenti, di epoca cenozoica e mesozoica.

domenica 4 marzo 2018

Cratone

Cratoni con indicata l'età di formazione
I cratoni (dal greco kràtos - robusto, rigido) sono le parti più rigide, antiche e stabili della crosta continentale. Un cratone rappresenta un'ampia area geologica che per centinaia di milioni di anni non ha subito grandi modificazioni geologiche (sconvolgimenti tettonici, ripiegamenti,...) e che è sopravvissuta alla "fusione" e separazione di continenti e supercontinenti per almeno 500 milioni di anni. I cratoni, rigidi e stabili, si contrappongono agli "orogeni", instabili e deformabili, dove si originano le catene montuose. I cratoni si trovano generalmente all'interno dei continenti e sono composti da una crosta di rocce ignee sialiche come il granito, collegata ad una sezione del mantello superiore. La litosfera nelle aree cratoniche può estendersi fino a profondità da 150 a 320 km di profondità.

In ogni cratone lo scudo è l'area di affioramento del basamento cristallino, mentre il tavolato o piattaforma, è la parte dove al basamento sono sovrapposte rocce sedimentarie più recenti. Nella letteratura geologica il termine cratone è a volte usato, in maniera un po' ambigua, come sinonimo di scudo.
I cratoni sono suddivisi geograficamente in province, ognuna delle quale è definita come Arcona, Protona, Tectona in relazione all'età geologica:
  • Arcona: parte di rocce risalenti all'Archeano, più di 2,5 miliardi di anni fa.
  • Protona: parte di rocce formatesi tra l'inizio e la metà del Proterozoico, più di 1,6 miliardi di anni fa.
  • Tetcona: parte di rocce risalente all'ultima parte del Proterozoico, tra 1,6 miliardi e 800 milioni di anni fa.
I Cratoni più antichi rivestono grande interesse per le compagnie minerarie, in quanto vi si possono trovare preziosi depositi di minerali e diamanti.

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