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martedì 23 settembre 2025

Che vuol dire - Pleistocene ?

Il nome Pleistocene deriva dal greco πλεῖστος (pleistos = "il più") e καινός (kainos = "recente"), a indicare l'epoca più recente nella storia del nostro pianeta, in quanto originariamente questa era considerata l'ultima suddivisione. In seguito fu aggiunto l'Olocene, l'epoca in cui viviamo.

Nella scala dei tempi geologici, il Pleistocene è la prima delle due epoche in cui è suddiviso il periodo Quaternario. È compreso tra 2,58 milioni di anni fa (Ma) e 11 700 anni fa, preceduto dal Pliocene, l'ultima epoca del precedente periodo del Neogene, e seguito dall'Olocene, l'epoca in cui viviamo.

Fauna del Pleistocene in Spagna - mammut lanoso, leone delle caverne che mangia una renna, cavalli selvatici, e rinoceronte lanoso

Epoca geologica che rappresenta la prima parte dell’era quaternaria o neozoica. Il termine fu introdotto dal geologo C. Lyell nel 1839 per differenziare, nell’ambito della parte alta delle formazioni terziarie, quei terreni che testimoniavano la presenza di almeno il 90% di specie tuttora viventi nella loro fauna da quelli che ne testimoniavano circa il 60% (ai quali ultimi fu dato il nome di Pliocene). Gli eventi più importanti che caratterizzano questa epoca geologica sono, da una parte, la comparsa dell’Uomo e, dall’altra, le frequenti e forti variazioni del clima che dettero luogo allo sviluppo delle glaciazioni. Gli studi sul glacialismo alpino permisero ad A. Penck ed E. Brückner di riconoscere quattro glaciazioni (Günz, Mindel, Riss, Würm) separate da tre periodi interglaciali (Günz-Mindel, Mindel-Riss, Riss-Würm). Ricerche successive hanno consentito di riconoscere le testimonianze di glaciazioni precedenti al Günz, denominate Donau e Biber. Il raffreddamento del clima, conseguente alle grandi espansioni glaciali, determinò il fenomeno dell’emigrazione delle specie, per cui in Europa si ebbe, tra l’altro, l’improvvisa comparsa di Mammiferi asiatici (Elephas, Equus, Bos).

giovedì 18 aprile 2019

Mammuthus lamarmorae - Il Mammut Sardo


Mammuthus lamarmorae
Il Mammut sardo è un piccolo proboscidato vissuto in Sardegna e probabilmente anche in Corsica durante il Pleistocene. In vita non doveva superare i 150 cm al garrese. È specie endemica, probabilmente discendente dall'antenato continentale Mammuthus trogontherii. A differenza degli elefanti nani presenti nelle altre isole del Mediterraneo, considerati paleoxodontini e imparentati con l'Elephas falconeri, l'Elephas cypriote e l'Elephas chaniensis, il mammut sardo, oltre ad essere l'unico mammut endemico d'Italia, è stato ritrovato sin dal XIX secolo in diverse zone dell'Isola di Sardegna. Resti fossili furono rinvenuti ad Alghero (Tramariglio), Gonnesa (CI)(Funtana Morimenta), Sinis (OR) (Capo San Marco). Purtroppo i resti fossili di questo animale sono piuttosto frammentari, infatti oltre a sporadici ritrovamenti di denti isolati, l'unico esemplare di cui possediamo parte dello scheletro è quello ritrovato presso Gonnesa alla fine del 1800. Di esso sono stati recuparati alcuni frammenti degli arti, del bacino, alcune vertebre, costole e la mandibola. Parte dei resti è andata dispersa, altri sono finiti in musei esteri ed altri ancora in musei italiani. I calchi di buona parte delle ossa ritrovate a Gonnesa sono oggi esposti nel Museo PAS di Carbonia.
Per saperne di più: 
http://www.langolodellageologia.com/2013/08/elefante-nano.html


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