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sabato 14 settembre 2024

L'Oceano Tetide - Un oceano scomparso

L'Oceano Tetide (o semplicemente Tetide) era un braccio oceanico disposto in senso Est-Ovest che, nei tempi geologici compresi tra il Permiano ed il Miocene separava l'Africa settentrionale dall'Europa e dall'Asia.
L'apertura dell'Oceano Tetide avvenne circa 250 milioni di anni fa, tra il Permiano ed il Triassico inferiore e portò alla separazione tra un blocco continentale settentrionale (Laurasia) ed uno meridionale (Gondwana). L'allontanamento delle due parti del Pangea proseguì fino al Giurassico, quando i movimenti delle placche tettoniche si invertirono ed iniziò una contrazione dell'Oceano Tetide stesso.
Il movimento dell'Africa era solidale con quello della placca adriatica, che forse ne rappresentava una parte settentrionale. La collisione della placca adriatica con il continente europeo chiuse la Tetide nella regione centrale del Mediterraneo, dando origine alla catena montuosa delle Alpi. A completare la chiusura della Tetide, l'India, staccatasi dal continente meridionale di Gondwana durante il Giurassico, si scontrò con l'Asia dando origine alla catena himalayana.
Il nome deriva dalla dea greca Teti (Τηθύς), sorella e moglie di Oceano e madre di svariate divinità fluviali e sorgive.
Rappresentazione della Terra all'inizio del Triassico. È visibile la presenza di un supercontinente, la Pangea, che comprendeva la maggior parte delle masse continentali odierne, e l'oceano tetideo suddiviso in Neotetide (con crosta oceanica in espansione) e Paleotetide (originatasi nel Paleozoico e ora in fase di chiusura), bordata a nord e a est da zone di subduzione attiva della crosta oceanica sotto la placca continentale euro-asiatica. Stampfli e Borel, 2002. Modificato.
Rappresentazione della Terra al passaggio Ladinico-Carnico. Prosegue l'espansione della Neotetide e le micro-placche cimmeriche si avvicinano al margine settentrionale della Paleotetide, ormai molto ridotta. La subduzione di crosta oceanica al margine occidentale della Paleotetide è probabilmente all'origine di un vulcanismo di arco nell'area delle attuali Alpi Meridionali. Nel settore nord-occidentale della Tetide si individuano nuovi piccoli bacini oceanici in fase di espansione. Un sistema di rift attivo interessa l'area corrispondente alla micro-placca Adria almeno dal Triassico Medio. Stampfli e Borel, 2002. Modificato.
Rappresentazione della Terra al passaggio Retico-Hettangiano (Giurassico Inferiore). È avvenuta la collisione tra le micro-placche cimmeriche e il margine meridionale di Laurasia, con le prime fasi dell'orogenesi cimmerica. Inizia la subduzione della crosta oceanica della Neotetide. Persistono e si espandono ancora nel settore nord-occidentale della Tetide i piccoli bacini oceanici originatisi nel Trias Medio. Si attiva il rift del Nord Atlantico e inizia la separazione tra Laurasia e Gondwana; la micro-placca Adria è attivamente interessata da fasi tettoniche distensive in conseguenza dell'incipiente apertura della Tetide alpina. Stampfli e Borel, 2002. Modificato.

giovedì 12 settembre 2024

Che vuol dire - Eone ?

Eóne s. m. [dal lat. tardo aeon -onis, gr. αἰών -ῶνος, propr. «età, periodo», dalla stessa radice da cui il lat. aevum]

Eòne: In geologia stratigrafica, intervallo di tempo che abbraccia più ere geologiche. Si distinguono in: adeano, archeozoico, proterozoico e fanerozoico (quest'ultimo va dal Paleozoico all'e. attuale).


giovedì 26 settembre 2019

Geologia - Ediacarano - Periodo geologico



Il periodo Ediacarano è il terzo e ultimo periodo geologico dell'era Neoproterozoica, subito precedente il periodo Cambriano del Paleozoico. Si estende approssimativamente fra i 635 e i 542 milioni di anni fa. Queste date sono state fissate in base a criteri di stratigrafia.
Dopo un lungo periodo di controversie tra gli studiosi sull'uso di questo termine, il periodo Ediacarano è stato ratificato nel marzo 2004 dalla International Union of Geological Sciences (IUGS) con l'annuncio ufficiale il 13 maggio 2004. Si tratta del primo nuovo periodo introdotto dopo 120 anni. Il suo nome deriva dalle colline Ediacara (derivato da una parola della lingua aborigena australiana che indica un posto vicino all'acqua), facenti parte della catena montuosa Flinders Ranges, nell'Australia meridionale.

The boundary of the Cryogenian and Ediacaran periods, distinguishable by the different colors of the glacial rocks below and the carbonate rock above.
La base di questo periodo, contrariamente all'uso corrente, non è ben definita da un particolare cambiamento nelle faune fossili. Insoliti fossili a corpo molle apparvero effettivamente nel periodo Ediacarano, ma non alla sua base, bensì relativamente tardi (580-542 milioni di anni fa). Invece, l'inizio è definito dalla comparsa di un livello di carbonato di calcio strutturalmente e chimicamente caratteristico, che indica un brusco cambiamento climatico (a conclusione della glaciazione globale precedente); i livelli di Carbonio 13 subiscono una marcata diminuzione, che indica la fine della precedente era glaciale globale del periodo Cryogeniano. Una stima ragionevolmente accettabile del limite inferiore (inizio) dell'era Ediacarana è stabilita a 635 milioni di anni fa, sulla base del decadimento di campioni di U-Pb ritrovati in Namibia e in Cina.


Le colline dell'Australia meridionale hanno fornito peculiari fossili Precambriani, raccolti dal geologo Reg Sprigg nel 1946, e studiati da Martin Glaessner a partire dal 1950. Glaessner inizialmente ritenne che queste creature fossero le versioni primitive di animali come i coralli, le pennatulacee ed alcune specie di vermi simili a quelli meglio conosciuti per i periodi seguenti (Cambriano). Nei decenni successivi, altri fossili furono trovati nell'Australia meridionale ed in numerosi affioramenti in tutti i continenti. Questi fossili oggi sono universalmente riconosciuti come biota Ediacarano. Giacimenti fossiliferi molto importanti furono trovati nell'area del Mar Bianco in Russia, nell'Africa del sud ovest, nel Canada nordorientale, e nella Terranova orientale.
Con il tempo, il biota Ediacarano, peraltro, divenne meno enigmatico. Alcuni fossili denominati Kimberella potrebbero essere dei precursori di forme Cambriane. Più di 560 milioni di anni fa, tracce di fossili simili agli attuali vermi indicano la presenza di animali simili a quelli che conosciamo oggi. In altri casi, molte delle più note creature dell'Ediacarano si presentavano sotto forma di strane creature immobili, dischi, fronde e una sorta di materassi ad aria con strutture che non hanno alcun rapporto con le forme successive. La controversia sulla natura di queste forme di vita tipiche dell'Ediacarano è così grande che qualcuno è arrivato a classificarle in 6 differenti regni biologici.
Il biota Ediacarano è talvolta denominato biota Vendiano, ma questa espressione tende a non essere più usata. Oggi si tende ad usare il nome "Ediacarano" per descrivere l'intero biota, che include diversi organismi come alghe, spugne e tutte le altre forme di vita tipiche del tardo Precambriano.
Il termine Vendobionta, anch'esso usato nel passato, non è una descrizione della fauna di Ediacara, bensì il nome di un regno separato dentro il quale molti fossili furono inseriti dal paleontologo tedesco Adolf Seilacher. Questo "regno" è tuttora oggetto di un'aspra controversia, e non ha ottenuto un'adesione da parte della maggioranza degli studiosi.

Dickinsonia Costata - Ediacariano - Australia
I fossili di Ediacara sono tra i metazoi più antichi conosciuti. Si deve però ricordare che esistono anche fossili molto più antichi, ma di organismi unicellulari. Fossili sicuramente identificati come batteri sono stati trovati in rocce risalenti a 3460 milioni di anni fa (Eone Archeano, era Paleoarcheana), mentre tracce di probabile materiale batterico sono state ritrovate e datate a più di 3600 milioni di anni fa (tardo Eoarcheano). Grafite risalente a 3800 milioni di anni fa (tardo Adeano) è stata ritrovata in metasedimenti della Groenlandia occidentale e potrebbe avere origine organica. Molti presunti antichissimi fossili, come l'Eozoon furono successivamente riconosciuti come prodotti inorganici e classificati come pseudofossili.
Il più antico candidato per le prime forme di vita multicellulare è stato ritrovato nel Texas occidentale e datato a 2000 milioni di anni fa (periodo Orosiriano dell'era Paleoproterozoica). Tracce di organismi multicellulari microscopici risalenti a 1000 milioni di anni fa (inizio del Toniano-Neoproterozoico e fine dello Steniano-Mesoproterozoico) sono state trovate in India e Australia, e di 700 milioni di anni fa (Cryogeniano) sono le prime tracce lasciate da organismi vermiformi in Cina. Esiste tuttora una grande controversia riguardo a questi presunti organismi multicellulari: essi possono essere tracce di "aggregati di cellule", ovvero colonie o confederazioni di organismi unicellulari che si muovevano simultaneamente, o ancora anomalie geologiche di natura inorganica. Il biota ediacarano è accettato come la prima sicura documentazione di vita animale da molti paleontologi.
In questo periodo geologico si assiste allo sviluppo della simmetria bilaterale come tappa fondamentale dell’evoluzione dei primi animali. Tale simmetria apparve, secondo analisi genetiche, approssimativamente tra i 573 e i 656 milioni di anni fa, ma la data precisa è ancora oggetto di dibattito. Fino a poco tempo fa, infatti, i fossili bilateri più antichi risalivano a soli 555 milioni di anni fa. Alcuni paleontologi, recentemente, hanno scoperto fossili che dimostrano l'esattezza della datazione più antica: microscopici organismi individuati in un giacimento cinese risalente a 580-600 milioni di anni fa. Questi fossili confermano non solo l'ipotesi di un'origine più antica degli animali complessi, ma dimostrano che la complessità interna comparve prima dell’aumento delle dimensioni corporee.
Nell'ottobre del 2008 gli scienziati hanno scoperto nel Nevada un'impronta di animale con zampe risalente a 570 milioni di anni fa, fatto che contrasta fortemente con le teorie secondo cui in questo periodo vi erano solo organismi viventi più semplici.

lunedì 3 giugno 2019

I Principi stratigrafici

Flysch del Cilento a Licosa di castellabate (Salerno)
La stratigrafia, nell'ambito delle scienze geologiche, è la disciplina che studia la datazione delle rocce ed i rapporti reciproci fra unità rocciose distinte; è particolarmente sviluppata nell'ambito delle rocce sedimentarie.

L'osservazione delle successioni stratigrafiche e la loro comparazione ha portato a riconoscere una serie di principi interpretativi utilizzati per correlare fra di loro sequenze stratigrafiche, datare rocce ed arrivare a ricostruzioni paleogeografiche.
Principio di sovrapposizione stratigrafica: in condizioni normali, osservando una successione sedimentaria gli strati sovrapposti quelli più antichi si trovano inferiormente, e viceversa gli strati più recenti si trovano in posizione più elevata o superiore. In altre parole ogni strato è più recente di quello che è a lui sottostante ed è più antico di quello che lo sovrasta.
Principio dell'orizzontalità originaria: se non sono intervenuti movimenti tettonici gli strati si depositano orizzontalmente. Questo principio non sempre è valido, in quanto in ambienti deposizionali particolari, come margini di piattaforma, depositi esterni di scogliere, la stratificazione avviene lungo superfici inclinate, in questo caso si parla di clinostratificazione.
Principio della continuità laterale: gli strati di rocce sedimentarie, al tempo della loro deposizione hanno una loro estensione laterale, più o meno accentuata in tutte le direzioni; in altre parole, essi sono lateralmente continui. Di conseguenza, rocce che ora sono simili sotto molti aspetti, e che oggi sono separate fisicamente (per esempio da una valle o altro fenomeno erosionale), possono essere considerate originariamente continue.
Sezione geologica naturale scavara dalle acque - Upper Antelope Canyon, Page, Arizona. L'Antelope Canyon è uno slot canyon negli Stati Uniti del Sud Ovest formato dall'erosione causata dal passaggio di acqua e vento.
Tali tre principi sono quelli introdotti da Stenone nel 1669 in "De solido intra solidum naturaliter contento dissertationis prodromus". Poi vanno tenuti presenti gli altri:
Principio di inclusione: una roccia inclusa in un'altra (xenolite) è più antica della roccia includente.
Principio di intersezione: se entro una serie di strati si incontra un livello litologico che interseca gli altri, quest'ultimo è sicuramente più giovane della serie di strati attraversati (esempio dicco).
Principio della successione faunistica: gli strati di roccia sedimentaria solitamente contengono flora e/o fauna fossilizzata, e questi fossili si succedono verticalmente l'un l'altro in uno specifico, affidabile ordine che può essere identificato e riconosciuto lungo vaste distanze orizzontali, talora a scala mondiale. I fossili che si succedono lungo le successioni, cioè lungo il tempo geologico, cambiando consistentemente di aspetto, sono conosciuti come fossili guida. Questi sono stati scoperti durante le indagini biostratigrafiche ed hanno enorme importanza per migliorare l'orologio geologico.
Principio dell'equivalenza cronologica: due strati sedimentari che, pur essendo situati in località diverse, contengono gli stessi fossili guida, si sono formati nel medesimo intervallo di tempo, sono cioè cronologicamente equivalenti.

sabato 1 luglio 2017

The Geological Periods of Earth - Video



A video to show the geological periods of our planet. There are not all Earth ages, only the periods with terrestrial life.

Il video mostra i periodi geologici della Terra dalla comparsa della vita.

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