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domenica 29 settembre 2024

Dinosauri: L'Allosauro - Giurassico (Kimmeridgiano - Titoniano inf.)


L'Allosaurus (dal prefisso greco ἅλλο-, állo-, bizzarro, diverso e dal sostantivo σαῦρος, sáuros, lucertola, rettile, cioè lucertola bizzarra) era un teropode carnosauro lungo circa 9-12 metri, alto 3,75 metri alla spalla e pesante 4,5 tonnellate circa, vissuto sul finire del Giurassico superiore 140-156 milioni di anni fa.
Nonostante la sua mole, doveva essere molto agile e veloce oltre ad essere uno dei carnivori più grossi di quel periodo, riuscendo ad andare a caccia anche di sauropodi.
Dimensioni di alcuni esemplari di Allosaurs e di Epanterias (suo possibile sinonimo), a confronto con un essere umano.

Per questo è chiamato "il leone del giurassico". Il nome della specie deriva dalla differente conformazione delle vertebre rispetto a quella di altri dinosauri, che, per la loro leggerezza, gli valsero anche l'epiteto fragilis.
A quanto si può arguire dalle testimonianze fossili questi enormi carnivori erano ben adattati alla caccia, come i maggiori predatori attuali. Sono state trovate molte ossa di Apatosaurus che recavano chiarissime tracce dei denti degli allosauri, testimonianza dell'aggressività e della voracità di quei feroci rettili.

Ricostruzione dell'Allosauro in un parco

martedì 10 settembre 2024

Marasuchus lilloensis: Un antenato dei dinosauri

 


Marasuchus lilloensis: Un antenato dei dinosauri

Marasuchus lilloensis è un rettile estinto, appartenente al gruppo degli arcosauri, che visse nel Triassico medio (circa 230 milioni di anni fa) nell'attuale Argentina. La sua importanza risiede nel fatto che è considerato uno dei più antichi e primitivi parenti dei dinosauri.

Un piccolo predatore

Con una lunghezza stimata tra i 30 e i 40 centimetri, il Marasuchus era un animale di piccole dimensioni, agile e probabilmente carnivoro. Le sue caratteristiche anatomiche lo collocavano a metà strada tra i rettili più primitivi e i primi dinosauri, rendendolo una figura chiave nell'evoluzione dei grandi rettili che domineranno la Terra per milioni di anni.

Una scoperta affascinante

I primi resti fossili di Marasuchus lilloensis furono scoperti in Argentina nel 1971. Da allora, numerosi altri esemplari sono stati rinvenuti, permettendo agli scienziati di ricostruire con una buona precisione l'aspetto e le abitudini di questo antico rettile.

Perché è importante?

Lo studio del Marasuchus lilloensis è fondamentale per comprendere l'origine e l'evoluzione dei dinosauri. Essendo uno dei loro parenti più stretti, questo piccolo arcosauro ci offre preziose informazioni sulle prime fasi dell'evoluzione di questi affascinanti animali.

sabato 1 aprile 2023

Paleontologia: Elasmosaurus platyurus - Plesiosauro

Elasmosaurus platyurus in the Rocky Mountain Dinosaur Resource Center in Woodland Park, Colorado
L'elasmosauro (Elasmosaurus platyurus) è un rettile marino estinto, appartenente ai plesiosauri. Visse nel Cretaceo superiore (Campaniano, circa 80 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in Nordamerica (Kansas). È uno dei plesiosauri dal collo più lungo.
Questo animale poteva raggiungere una lunghezza di circa 14 metri e un peso di circa due tonnellate; era quindi uno dei plesiosauri più grandi. L'enorme collo allungato possedeva 71 vertebre cervicali (un caso eccezionale anche tra i plesiosauri) e, diversamente dai suoi stretti parenti, la premascella era dotata di sei denti. Il cranio doveva essere relativamente piatto, con una quantità di lunghi denti appuntiti. Le mandibole erano unite all'estremità anteriore nella zona tra il quarto e il quinto dente. Le vertebre cervicali appena dopo il cranio erano lunghe e basse, e possedevano creste longitudinali laterali. Come la maggior parte delle forme simili (gli elasmosauridi), anche Elasmosaurus possedeva tre vertebre pettorali, mentre la coda era dotata di almeno 18 vertebre.
Per saperne di più: Elasmosaurus platyurus 
Ricostruzione e dimensioni di Elasmosaurus, in confronto a un uomo

mercoledì 27 gennaio 2021

Dinosauri: Il Protoceratops

Il Protoceratops (che significa “primo muso fornito di corno”), era un dinosauro erbivoro di piccole dimensioni, 1,8 m di lunghezza e 1 m di altezza, più o meno come un cane di grossa taglia o come un vitello. Nonostante l'aspetto minaccioso, a causa della testa imponente, del muso aguzzo a becco (simile a quello dei pappagalli), del grande collare sulle spalle, si cibava esclusivamente di vegetali.
Il corpo, pesante e tozzo, terminava in una lunga e spessa coda. Era un quadrupede, capace di raggiungere una discreta velocità. È considerato l'antenato di tutti i ceratopsidi, vissuto nel Cretaceo superiore circa 110-70 milioni di anni fa, in Mongolia.

Dinosauri: Styracosaurus


Molto noto grazie ai libri per bambini a causa del suo aspetto insolito, Styracosaurus (vuol dire: lucertola fornito di punte) fu un dinosauro erbivoro Ornitischio appartenente al sottordine dei Ceratopi, famiglia Ceratopsidi, sottofamiglia Centrosaurini. Fu ritrovato per la prima volta agli inizi del secolo scorso in Alberta (Canada) dal paleotologo Lambe nel 1913. Misurava 5,5 m di lunghezza ed era alto circa 2,5 m; visse 80 milioni di anni fa, nel Cretaceo superiore in Canada e Stati Uniti.


Come tutti gli appartenenti alla famiglia dei Ceratopsidi, anche lo stiracosauro aveva un collare osseo che si protendeva verso il collo; ma, a differenza di quasi tutte le altre specie, questo animale era dotato di sei lunghe spine che si proiettavano all'infuori del margine della gorgiera. Oltre a ciò, lo stiracosauro possedeva un corno nasale particolarmente lungo e dritto, e due piccole corna sopraorbitali. La vistosa testa era sicuramente utilizzata come deterrente verso potenziali predatori quali Albertosaurus, ma forse veniva fatta valere anche in scontri intraspecifici tra maschi.

venerdì 27 novembre 2020

Paleontologia: Dinosauri in Italia - Contiene Video

Di Kabacchi - Unnamedsaurus - 01Uploaded by FunkMonk, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8385179

Documentario scoperto su Youtube. Lo riporto così come trovato. Mi è sembrato molto interessante. Spero vi piaccia.

Il documentario sul ritrovamento di orme di dinosauri in Trentino che aprì una stagione di scoperte sui dinosauri in Italia (si ringraziano la Provincia autonoma di Trento e il Museo Tridentino di Scienze Naturali). Per approfondire: http://www.focus.it/scienza/video-sul... e, su Focus di agosto, il reportage completo dal giacimento di orme fossili in Camerun e le nuove ipotesi sulle abitudini sociali dei dinosauri.



domenica 2 giugno 2019

Anchilosauro - Un Carro Armato del Cretaceo

Ricostruzione di Anchilosauro in un parco di Treviso - Italia. Foto dal sito Viaggi e Baci
Gli Anchilosauri (Ankylosauria Osborn, 1923) sono un gruppo di dinosauri erbivori apparsi nel periodo Giurassico ma che ebbero una grande diffusione nel Cretacico. Il rappresentante tipico di questi animali è Ankylosaurus magniventris, del Cretacico superiore del Nordamerica.

Tutti gli anchilosauri, comunque, possedevano corazze dotate di placche ossee. Queste placche sono strutture di forma ovale o rettangolare organizzate in file trasversali (da lato a lato dell'animale) spesso dotate di carene sulla superficie. Noduli e placche più piccole riempivano gli spazi aperti tra le placche. In tutti e tre i gruppi di anchilosauri, le prime due file di placche tendevano a formare una sorta di mezzo anello attorno al collo. Il cranio e le palpebre erano anch'esse dotate di una corazza.

Teschio di Anchilosauro dalla Mongolia
Tutti gli anchilosauri, tranne il primitivo Mymoorapelta, possedevano un acetabolo (la parte del bacino che accoglie la testa del femore) occluso per rinforzare la regione; inoltre, la superficie dell'ilio era espansa verso l'esterno. I denti, piuttosto deboli, non svolgevano benissimo la funzione di triturazione dei vegetali; in compenso, vista la forma allungata e tarchiata degli animali, probabilmente gli anchilosauri erano dotati di un impressionante sistema di digestione, forse basato sulla fermentazione.

Gli anchilosauri erano dinosauri ornitischi appartenenti al gruppo dei tireofori, caratterizzati da una pesante corazza ossea che li proteggeva contro i predatori. Questi animali quadrupedi, dalla corporatura massiccia e di mole cospicua, sono stati ritrovati in tutti i continenti, a eccezione dell'Africa; il primo resto di dinosauro scoperto in Antartide fu una mascella di anchilosauro nodosauride, rinvenuta nel 1986 sull'isola di Ross. Rari resti di anchilosauri giurassici sono stati rinvenuti negli USA (Gargoyleosaurus,Mymoorapelta), in Cina (Tianchiasaurus) e in Europa (Sarcolestes, Dracopelta), ma è solo nel Cretaceo che questo gruppo trova ampia diffusione, in particolare nel Cretaceo superiore dell'Asia e del Nordamerica. Resti frammentari, però, sono stati ritrovati anche in India, Sudamerica e Australia.

lunedì 20 maggio 2019

Pterodactylus - Paleontologia


Pterodactylus (dal greco "πτέρòv" che significa "ala", e "δάκτυλος" che significa "dito", quindi "dalle dita alate"; Cuvier, 1809) è un estinto genere di pterosauro, i cui membri sono popolarmente chiamati "pterodattili" (/tɛrədæktɨlz/). Attualmente, il genere contiene una singola specie, Pterodactylus antiquus, che oltre ad essere la specie tipo è anche il primissimo genere di pterosauro mai rinvenuto.

I principali ritrovamenti di resti fossili di questo animale sono stati rinvenuti principalmente, nei Calcari di Solnhofen, di Baviera, in Germania, risalenti alla fine del periodo Giurassico (inizio Titoniano), circa 150,8-148-500 milioni di anni fa anni, anche se alcuni resti frammentari sono stati rinvenuti anche in altre aree in Europa e in Africa.

Dimensioni dell'olotipo sub-adulto (blu) e di un esemplare adulto (verde), entrambi, in posizione di volo e di movimento terrestre, in confronto ad un uomo
Ricostruzione grafica di P. antiquus
Questo animale era un predatore che probabilmente si cibava, soprattutto, di pesci e piccoli invertebrati marini. Come tutti gli pterosauri, anche le ali dello Pterodactylus erano formate da una membrana di pelle che si estendeva dalla fine del quarto dito della "mano" fino agli arti posteriori. L'ala era supportata, ulteriormente, internamente da fibre di collagene ed esternamente da strutture cheratinose.
Per saperne di più: Wikipedia

mercoledì 27 marzo 2019

Dinosauri: Il Diplodocus

Diplodocus - Ricostruzione museale con il collo orizzontale, la coda a frusta flessibile, spine cheratinose su dorso e coda
Il Diplodocus era un dinosauro enorme, il più lungo tra quelli conosciuti: l’altezza era di 6 metri, il peso di 30 tonnellate, e un esemplare rinvenuto nel New Mexico (Stati Uniti) arrivava a 50 metri di lunghezza. Aveva collo lungo, che teneva in posizione orizzontale, e cranio minuscolo: in proporzione, un uomo dovrebbe avere una testa del diametro di 4 centimetri.
Dimensioni delle due specie di Diplodocus - D. carnegii (in verde) e D. hallorum (in arancione) a confronto con un uomo. Ogni segmento della griglia rappresenta un metro quadro.

I denti erano a forma di matita ed erano presenti solo nella parte anteriore della bocca: probabilmente l’animale li usava come con un rastrello per raccogliere le foglie dei cespugli e delle piante. La coda, lunghissima e sottile nella porzione terminale, era un’arma terribile: azionata da potenti muscoli scattava lateralmente a velocità incredibile, sibilando come una frusta, e poteva spezzare le zampe dei predatori che tentavano di sorprenderlo. 
Il Diplodocus viveva in branchi, probabilmente per difendersi meglio dai predatori, e si muoveva lentamente su zampe simili a colonne.
Il nome, che significa "doppia trave", si riferisce alla particolare conformazione delle vertebre del tratto mediano della coda, dotate di prolungamenti (foggiati appunto a doppia trave) che probabilmente servivano da ammortizzatori quando la coda premeva contro il terreno.

NOME ITALIANO: Diplodocus - LUNGHEZZA: 50 m - PERIODO: Giurassico -
DISTRIBUZIONE: America Settentrionale - PHYLUM: Cordati - CLASSE: Dinosauri -
ORDINE: Saurischi - FAMIGLIA: Diplodocidae.
Testo dal sito Sapere.it

sabato 16 dicembre 2017

Libro: Sulle tracce dei dinosauri. Esplorazioni di un mondo perduto


A giudicare dall'interesse che continuano a suscitare in un pubblico vastissimo, i dinosauri si direbbero i più vivi tra gli animali estinti. Raccontate da uno studioso che lavora sul campo, le conoscenze scientifiche sui dinosauri hanno il magnetismo di un giallo preistorico. "La rinascita dei dinosauri": così i paleontologi definiscono la fiammata di curiosità che negli ultimi decenni ha accolto le risultanze di vaste esplorazioni di siti in ogni parte della terra. Se le si interroga nel modo giusto, come solo scienziati esperti sanno fare, le orme fossili dicono tantissimo, non solo sul comportamento individuale e sociale dei dinosauri, ma anche sul loro habitat, e sono quindi preziose per la ricostruzione del paleoclima e della paleogeografia. Attraverso quelle impronte lasciate sulle rocce sedimentarie tra 230 e 65 milioni di anni fa, entriamo in contatto con un mondo altrimenti perduto. In un saggio rivolto a un pubblico largo, Martin Lockley fornisce lo strumento per comprendere la preistoria: la mappa dei ritrovamenti fossili, il loro significato, la loro classificazione e le fondamentali deduzioni di carattere biologico. E si diverte a sfatare alcune leggende. Una guida per tutti gli appassionati.

lunedì 20 novembre 2017

Criptozoologia

Mostro di Loch Ness - La famosa foto del mostro (rivelatasi poi un falso) scattata nel 1934 da Robert Kenneth Wilson. È soprannominata la "foto del chirurgo" (Surgeon's Photograph).
La criptozoologia è lo studio degli animali la cui esistenza è ipotizzata su basi indiziarie. Le ipotesi possono riguardare animali non conosciuti dalla scienza oppure l'esistenza attuale di animali già descritti, ma ritenuti estinti o la presenza di specie conosciute in un'area distante dai luoghi dove sono attestate.

Il termine è un composto del greco κρυπτός, kryptós, "nascosto", e di zoologia, e significa quindi "studio degli animali nascosti". Per rimpiazzare l'uso popolare del termine "mostro", negli ambienti criptozoologici si usa talora il termine "criptidi", proposto nel 1983 da John Wall.
Ricostruzione di fantasia di uno Yeti
Una figura di spicco nella storia della criptozoologia è lo zoologo belga Bernard Heuvelmans, definito il "padre della criptozoologia", anche se esistono testi sugli "animali nascosti" anche precedenti alle sue opere.

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