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sabato 1 marzo 2025

Genesi degli Idrocarburi (in breve)

Torre di estrazione del Petrolio

La genesi degli idrocarburi è un argomento di grande interesse per la geologia, la chimica e l'ingegneria, in quanto riguarda la formazione e l'utilizzo di una delle principali fonti di energia del mondo. Gli idrocarburi sono composti organici costituiti da atomi di carbonio e idrogeno, che si trovano in natura sia in forma solida (bitumi, asfalto), sia liquida (petrolio), sia gassosa (metano, etano, propano, ecc.). La loro origine può essere inorganica o organica, ma la teoria più accreditata è quella che li riconduce alla trasformazione della materia organica accumulata nei sedimenti marini o lacustri.

Il processo di genesi degli idrocarburi si svolge in diverse fasi, che dipendono dalle condizioni di temperatura e pressione a cui è sottoposta la roccia madre, ovvero la roccia sedimentaria ricca di carbonio organico che dà origine agli idrocarburi. Le fasi sono:

- Diagenesi: è la fase iniziale, in cui la materia organica subisce una degradazione biologica e chimica, con perdita di ossigeno, azoto e anidride carbonica. Si forma il cherogene, una sostanza solubile nei solventi organici, che contiene circa il 70-80% di carbonio.

- Catagenesi: è la fase principale, in cui il cherogene si trasforma in idrocarburi liquidi e gassosi, attraverso una serie di reazioni di craclaggio termico e polimerizzazione. Si forma il petrolio grezzo, una miscela complessa di idrocarburi alifatici e aromatici, che migra verso le rocce serbatoio, ovvero le rocce porose e permeabili che possono contenere gli idrocarburi.

- Metagenesi: è la fase finale, in cui gli idrocarburi subiscono ulteriori modificazioni chimiche a causa dell'aumento della temperatura e della pressione. Si formano idrocarburi più semplici e leggeri, come il metano, che possono migrare verso la superficie o rimanere intrappolati nelle rocce di copertura, ovvero le rocce impermeabili che impediscono la fuoriuscita degli idrocarburi.

La genesi degli idrocarburi è quindi un fenomeno complesso e variabile, che dipende da molti fattori geologici e ambientali. Lo studio degli idrocarburi è fondamentale per comprendere la loro distribuzione nel sottosuolo, le loro proprietà fisiche e chimiche, i loro impatti economici e ambientali.

sabato 5 ottobre 2024

Breve Lezione di Chimica Organica - Alcheni e Alchini

Modello 3D Etene - Un Alchene


Immagina gli idrocarburi come una grande famiglia. Gli alcani sono i più semplici, con legami singoli tra gli atomi di carbonio. Ma esistono anche altri membri, più "eccentrici": gli alcheni e gli alchini.

Alcheni

  • Cos'è un alchene? Un alchene è un composto organico che contiene almeno un doppio legame tra due atomi di carbonio.
  • Struttura: Il doppio legame è formato da un legame sigma (σ) e un legame pi greco (π). Questo rende la molecola più rigida rispetto agli alcani e introduce una certa reattività.
  • Nomenclatura: La nomenclatura degli alcheni è simile a quella degli alcani, ma con il suffisso "-ene" al posto di "-ano". Il numero indica la posizione del doppio legame nella catena carboniosa.
  • Proprietà: Gli alcheni sono generalmente gassosi o liquidi a temperatura ambiente. Sono insolubili in acqua ma solubili in solventi organici.
  • Reattività: La reattività degli alcheni è dovuta principalmente al doppio legame, che è più debole di un legame singolo. Gli alcheni subiscono principalmente reazioni di addizione elettrofila.
Modello 3D Etino - Un Alchino

Alchini
  • Cos'è un alchino? Un alchino è un composto organico che contiene almeno un triplo legame tra due atomi di carbonio.
  • Struttura: Il triplo legame è formato da un legame sigma (σ) e due legami pi greco (π). Questa struttura conferisce agli alchini una forma lineare e una maggiore reattività rispetto agli alcheni.
  • Nomenclatura: La nomenclatura degli alchini è simile a quella degli alcheni, ma con il suffisso "-ino" al posto di "-ano".
  • Proprietà: Gli alchini sono generalmente gassosi o liquidi a temperatura ambiente. Sono insolubili in acqua ma solubili in solventi organici.
  • Reattività: Gli alchini sono ancora più reattivi degli alcheni a causa della presenza del triplo legame. Subiscono anch'essi reazioni di addizione elettrofila.

Differenze tra Alcheni e Alchini:

CaratteristicaAlcheniAlchini
LegameDoppio legame C=CTriplo legame C≡C
StrutturaPiù rigida degli alcaniLineare
ReattivitàReagiscono principalmente per addizione elettrofilaPiù reattivi degli alcheni
NomenclaturaSuffisso "-ene"Suffisso "-ino"

A cosa servono alcheni e alchini?

Alcheni e alchini hanno numerose applicazioni industriali. Vengono utilizzati per la produzione di:

  • Plastica: Il polietilene, uno dei polimeri più comuni, è ottenuto dalla polimerizzazione dell'etene (un alchene).
  • Gomma: Il butadiene, un diene (un alchene con due doppi legami), è un componente fondamentale della gomma sintetica.
  • Solventi: Molti solventi organici sono derivati da alcheni o alchini.
  • Farmaci: Numerosi farmaci contengono molecole basate su strutture alcheniche o alchiniche.

mercoledì 2 ottobre 2024

Breve Lezione di Scienze - Chimica Organica - La nomenclatura degli alcani

I primi 20 alcani con relativo stato fisico a temperatura ambiente

 La nomenclatura degli alcani segue le regole stabilite dall’IUPAC (International Union of Pure and Applied Chemistry). Ecco una panoramica delle principali regole per la nomenclatura degli alcani:

  1. Identificazione della catena principale: Trova la catena continua più lunga di atomi di carbonio. Questa catena determina il nome base dell’alcano.

  2. Numerazione della catena principale: Numera gli atomi di carbonio della catena principale partendo dall’estremità più vicina a un sostituente (gruppo alchilico).

  3. Identificazione e denominazione dei sostituenti: Identifica i gruppi alchilici attaccati alla catena principale e assegna loro un nome. I gruppi alchilici sono denominati sostituendo il suffisso “-ano” con “-ile” (ad esempio, metano diventa metile).

  4. Assegnazione dei numeri ai sostituenti: Assegna un numero a ciascun sostituente in base alla posizione sulla catena principale. Se ci sono più sostituenti dello stesso tipo, usa i prefissi di-, tri-, tetra-, ecc.

  5. Ordine alfabetico dei sostituenti: Elenca i sostituenti in ordine alfabetico prima del nome della catena principale. I prefissi come di-, tri-, tetra- non influenzano l’ordine alfabetico, ma prefissi come iso- e ciclo- sì.

Ecco un esempio per chiarire:

2,2 - dimetilpropano

  • 2,2-dimetilpropano
    : La catena principale è il propano (3 atomi di carbonio). Ci sono due gruppi metilici (CH₃) attaccati al secondo atomo di carbonio.


venerdì 26 luglio 2024

Il Metano


Il metano è un idrocarburo alcano con la formula chimica CH₄. È il principale costituente del gas naturale, che si forma principalmente negli strati sotterranei della Terra, sia attraverso processi biologici (come la decomposizione della materia organica) che attraverso processi geologici (come la trasformazione del carbone). È inodore e incolore.

Storia:

Il metano è stato scoperto e isolato per la prima volta nel 1776 da Alessandro Volta, un fisico italiano. Tuttavia, il gas era già noto da secoli prima della sua scoperta formando a volte fiamme sotterranee nelle miniere di carbone o durante le eruzioni vulcaniche.

Estrazione:

Il metano viene estratto principalmente dalle riserve di gas naturale. Le fonti di gas naturale includono depositi sotterranei di gas intrappolato in rocce porose, come rocce di carbone, rocce di argilla o rocce di arenaria. Per estrarre il metano, viene praticato il metodo della perforazione di pozzi di gas, in cui si forano le rocce contenenti il gas e si permette al metano di fuoriuscire e venire raccolto.

Usi:

Il metano ha una vasta gamma di usi a causa delle sue caratteristiche chimiche. Alcuni dei suoi utilizzi più comuni includono:

1. Combustibile: Il metano è ampiamente utilizzato come combustibile domestico per il riscaldamento e la cottura. È anche una fonte di energia importante per la produzione di elettricità e come carburante per i veicoli.

2. Industria chimica: Il metano viene utilizzato come materia prima nella produzione di numerosi composti chimici, come ammoniaca, idrogeno, metanolo e acido solfidrico. Questi composti sono utilizzati per la produzione di fertilizzanti, plastica, solventi e altri prodotti chimici.

3. Produzione di idrogeno: Il metano può essere convertito in idrogeno mediante un processo chiamato reforming a vapore. L'idrogeno così ottenuto è utilizzato come combustibile pulito e come materia prima per la produzione di ammoniaca e metanolo.

4. Trasporti: Il metano viene utilizzato come carburante per i veicoli a gas naturale compresso (GNC) e per i veicoli a gas naturale liquefatto (GNL), poiché produce emissioni più pulite rispetto ai combustibili fossili convenzionali.

5. Produzione di calore e elettricità: Il metano viene utilizzato nelle centrali termiche a gas per produrre calore ed elettricità. Queste centrali sono considerate relativamente pulite rispetto alle centrali a carbone o a olio combustibile.

È importante notare che l'estrazione, l'uso e la combustione del metano possono contribuire alle emissioni di gas serra e all'effetto serra, poiché il metano è un potente gas a effetto serra. La gestione adeguata delle emissioni di metano è cruciale per mitigare i cambiamenti climatici.

giovedì 11 maggio 2023

Il Butano

Accendino a butano, che mostra il serbatoio di butano liquido
Introduzione al butano:

Il butano è un idrocarburo alifatico saturo appartenente alla famiglia degli alcani. È un gas incolore e inodore a temperatura ambiente. È spesso utilizzato come combustibile per scopi domestici, industriali e commerciali, ed è particolarmente noto per il suo utilizzo nelle bombole per il gas da campeggio.

Modello molecolare del Butano
Struttura chimica:

La formula chimica del butano è C₄H₁₀. È costituito da una catena di quattro atomi di carbonio con dieci atomi di idrogeno attaccati ad essa. La sua struttura è lineare e presenta legami singoli tra gli atomi di carbonio.

Proprietà fisiche:

Il butano è un gas a temperatura ambiente e pressione atmosferica, ma può essere compresso e trasportato come liquido in bombole sotto pressione. Ha un punto di ebollizione di circa -0,5 °C e si trasforma in liquido a una pressione di circa 2,5 atmosfere. È relativamente volatile e infiammabile, con un intervallo di infiammabilità compreso tra il 1,8% e il 8,4% in volume nell'aria.

Usi del butano:

1. Combustibile per riscaldamento e cucina: Il butano viene ampiamente utilizzato come combustibile per riscaldamento e cucina in molti paesi. Le bombole di gas butano sono comuni nelle case, nei campeggi e negli spazi commerciali dove non è disponibile il gas metano.

2. Carburante per accendini e torce: Il butano è utilizzato anche come propellente nei dispositivi di accensione come gli accendini a gas e le torce a gas. È una fonte di energia portatile e facilmente accessibile.

3. Prodotti chimici: Il butano è impiegato come materia prima nella produzione di altri composti chimici. Ad esempio, può essere utilizzato nella sintesi di plastificanti, solventi e alcune resine.

4. Refrigerante: Il butano viene utilizzato come refrigerante in alcuni sistemi di climatizzazione e di raffreddamento. A causa della sua bassa tossicità e del suo impatto relativamente ridotto sull'ambiente, viene preferito rispetto ad altri refrigeranti.

5. Aeriforme per sigarette elettroniche: In alcune sigarette elettroniche, il butano può essere utilizzato come uno degli ingredienti del liquido per il riempimento.

Sicurezza e precauzioni:

1. Ventilazione: Quando si utilizza il butano in ambienti chiusi, è fondamentale garantire una buona ventilazione per evitare accumuli di gas potenzialmente pericolosi.

2. Infiammabilità: Il butano è altamente infiammabile. È importante evitare fonti di fiamme libere e scintille nelle vicinanze durante l'uso e lo stoccaggio del gas.

3. Manipolazione sicura: Le bombole di butano devono essere maneggiate e trasportate con cura. È fondamentale evitare cadute o urti che potrebbero danneggiare la bomboletta e causare perdite di gas.

Sicurezza e precauzioni (continuazione):

4. Stoccaggio: Le bombole di butano devono essere conservate in un luogo sicuro, ben ventilato e lontano da fonti di calore o fiamme aperte. Evitare di esporle a temperature elevate o alla luce diretta del sole, in quanto ciò potrebbe aumentare la pressione all'interno della bomboletta e causare un rischio di esplosione.

5. Utilizzo corretto: Seguire sempre le istruzioni del produttore per l'uso corretto del butano e dei dispositivi a gas. Assicurarsi di avere una buona comprensione di come accendere, spegnere e regolare la fiamma in modo sicuro.

6. Rilevatori di gas: È consigliabile installare rilevatori di gas nelle aree in cui viene utilizzato il butano, come cucine e locali con bombole di gas. Questi dispositivi possono rilevare la presenza di fughe di gas e avvertire l'utente in caso di pericolo.

7. Emergenze: In caso di fughe di gas o incidenti legati al butano, è importante agire prontamente. Aprire le finestre per ventilare l'ambiente, spegnere tutte le fiamme e le fonti di calore, allontanarsi dall'area e chiamare immediatamente i servizi di emergenza.

Impatto ambientale:

L'uso del butano come combustibile può avere impatti sull'ambiente, principalmente a causa delle emissioni di anidride carbonica (CO2) prodotte durante la combustione. L'anidride carbonica è un gas a effetto serra che contribuisce al cambiamento climatico. Pertanto, è importante utilizzare il butano in modo responsabile e considerare alternative più sostenibili, come l'energia solare o l'elettricità da fonti rinnovabili.

Conclusioni:

Il butano è un idrocarburo utilizzato come combustibile per riscaldamento, cucina e altri scopi. Ha proprietà fisiche e chimiche che lo rendono adatto per l'uso in bombole di gas. Tuttavia, è necessario adottare precauzioni di sicurezza durante la manipolazione, lo stoccaggio e l'uso del butano per evitare incidenti o fughe di gas. Inoltre, è importante considerare l'impatto ambientale e cercare soluzioni più sostenibili quando possibile.

martedì 9 maggio 2023

Il Propano

Modello molecolare del Propano

 Il propano è un gas incolore e inodore che si forma durante la lavorazione del petrolio e del gas naturale. È uno dei principali componenti del GPL (gas di petrolio liquefatto) e viene usato come combustibile per riscaldamento, cottura, autotrazione e produzione di energia elettrica. In questo articolo vedremo tutto quello che si sa sul propano: le sue proprietà fisiche e chimiche, i suoi vantaggi e svantaggi, i suoi usi e le sue precauzioni.

Le proprietà fisiche e chimiche del propano

Il propano è un idrocarburo alifatico con formula molecolare C3H8. Ha una massa molecolare di 44,1 g/mol e una densità di 0,51 kg/m3 a 15 °C e 1 atm. Il suo punto di ebollizione è di -42 °C e il suo punto di fusione è di -188 °C. Il propano è insolubile in acqua ma miscibile con molti solventi organici. Il propano è un gas infiammabile che brucia con una fiamma blu e produce anidride carbonica e acqua come prodotti di combustione. Il suo potere calorifico inferiore è di 46,35 MJ/kg e il suo potere calorifico superiore è di 50,35 MJ/kg.

I vantaggi e gli svantaggi del propano

Il propano ha diversi vantaggi rispetto ad altri combustibili fossili. Innanzitutto, è un combustibile pulito che emette meno inquinanti atmosferici rispetto al carbone, al petrolio e alla benzina. Inoltre, il propano ha un alto rendimento energetico e una bassa tossicità per l'ambiente e la salute umana. Infine, il propano è facilmente trasportabile e stoccabile sotto forma di liquido in bombole o serbatoi.

Tuttavia, il propano presenta anche alcuni svantaggi. Prima di tutto, è un combustibile non rinnovabile che contribuisce all'esaurimento delle risorse naturali e al riscaldamento globale. Inoltre, il propano richiede una maggiore sicurezza nella sua manipolazione e nel suo utilizzo, poiché può causare esplosioni o incendi se entra in contatto con fonti di calore o scintille. Infine, il propano ha un costo superiore ad altri combustibili come il metano o il biogas.

Gli usi e le precauzioni del propano

Il propano ha molti usi domestici, industriali e commerciali. Tra i principali usi domestici ci sono il riscaldamento delle abitazioni, la cottura dei cibi, il barbecue e il campeggio. Tra i principali usi industriali ci sono la produzione di energia elettrica, il riscaldamento dei processi industriali, la saldatura e il taglio dei metalli. Tra i principali usi commerciali ci sono l'autotrazione dei veicoli a GPL, la refrigerazione e la climatizzazione.

Per usare il propano in modo sicuro ed efficiente bisogna seguire alcune precauzioni. Prima di tutto, bisogna controllare regolarmente lo stato delle bombole o dei serbatoi di propano per evitare perdite o danneggiamenti. Inoltre, bisogna tenere le bombole o i serbatoi lontani da fonti di calore o fiamme libere e in luoghi ben ventilati. Infine, bisogna usare apparecchiature omologate per il propano e seguire le istruzioni del produttore per la loro installazione e manutenzione.

lunedì 8 maggio 2023

L'ETANO


L'etano (C2H6) è un idrocarburo alifatico appartenente alla famiglia degli alcani. È costituito da una catena di due atomi di carbonio con legami singoli tra di loro e da atomi di idrogeno collegati ai carboni. L'etano è un composto chimico gassoso a temperatura e pressione ambiente, ma può essere liquido a temperature molto basse o quando viene sottoposto a pressioni elevate.

Proprietà fisiche dell'etano:

- Formula chimica: C2H6

- Massa molecolare: 30.07 g/mol

- Punto di ebollizione: -88,6 °C

- Punto di fusione: -182,8 °C

- Densità: 0,55 g/cm³ (gas)

- Colore: incolore

- Odore: inodore

Caratteristiche e utilizzi dell'etano:

1. Combustibile: L'etano è principalmente utilizzato come combustibile. Ha un alto potere calorifico e brucia in modo pulito, producendo anidride carbonica e vapore acqueo come principali prodotti di combustione. Viene utilizzato come carburante per veicoli, soprattutto in alcuni paesi dove viene miscelato con il GPL (gas di petrolio liquefatto) per creare un carburante più economico e a basse emissioni.

2. Materia prima per l'industria chimica: L'etano viene utilizzato come materia prima per la produzione di una varietà di prodotti chimici. Attraverso processi di cracking catalitico, l'etano può essere convertito in etilene (C2H4), che è uno dei principali intermedi chimici utilizzati per la produzione di plastica, resine, fibre sintetiche e altri materiali polimerici.

3. Gas refrigerante: L'etano può essere utilizzato come gas refrigerante in alcune applicazioni industriali e commerciali. Ha buone proprietà di raffreddamento e può essere utilizzato in sistemi di refrigerazione a ciclo di compressione.

4. Fonte di idrogeno: L'etano può essere sottoposto a processi di cracking per produrre idrogeno (H2). L'idrogeno così ottenuto può essere utilizzato come combustibile pulito o come materia prima per la produzione di ammoniaca, metanolo e altri composti chimici.

5. Trasporto e stoccaggio di gas: L'etano può essere liquefatto a temperature estremamente basse (-88,6 °C) e trasportato come gas naturale liquefatto (GNL). Questo consente un trasporto più efficiente e una maggiore capacità di stoccaggio.

6. Cracking dell'etano: L'etano può essere sottoposto a un processo di cracking, che consiste nella rottura dei suoi legami chimici per produrre composti chimici più semplici. Il cracking dell'etano può avvenire attraverso il cracking termico, che richiede temperature elevate, o il cracking catalitico, che avviene a temperature più moderate con l'ausilio di catalizzatori. Questi processi generano etilene (C2H4) come prodotto principale, che è una materia prima chiave nell'industria chimica per la produzione di plastica e altri materiali polimerici.

7. Produzione di plastica: L'etano, tramite il suo prodotto di cracking, l'etilene, svolge un ruolo fondamentale nella produzione di plastica. L'etilene può essere polimerizzato per formare polietilene (PE), uno dei polimeri più comuni e versatili utilizzati in una vasta gamma di applicazioni, come imballaggi, film plastici, bottiglie, tubi e molti altri prodotti. L'etano, in quanto materia prima per la produzione di etilene, svolge un ruolo chiave nell'industria della plastica.

8. Carburante di transizione: L'etano viene utilizzato come carburante di transizione nel contesto della transizione verso fonti di energia più pulite. A differenza di carburanti come il carbone e il petrolio, l'etano brucia in modo più pulito, emettendo meno inquinanti atmosferici come lo zolfo e i metalli pesanti. Pertanto, può essere utilizzato come alternativa più pulita per soddisfare le esigenze energetiche durante la transizione verso fonti di energia rinnovabile e a basse emissioni di carbonio.

9. Stoccaggio e trasporto di gas naturale liquefatto (GNL): L'etano può essere liquefatto mediante raffreddamento a temperature estremamente basse (-88,6 °C) per formare il gas naturale liquefatto (GNL). Il GNL offre vantaggi significativi per lo stoccaggio e il trasporto del gas naturale. Poiché l'etano ha un punto di ebollizione molto basso, può essere trasportato in grandi quantità in navi cisterna specializzate per raggiungere mercati internazionali. Il GNL può quindi essere rigassificato e utilizzato come fonte di energia in luoghi in cui non è disponibile un'infrastruttura di gasdotti.

10. Impatto ambientale: Sebbene l'etano bruci in modo relativamente pulito rispetto ad altre fonti di combustibile fossile, è comunque un idrocarburo fossile che contribuisce alle emissioni di gas serra quando bruciato. Il metano, che è il principale componente del gas naturale, compreso l'etano, è un gas a effetto serra molto più potente dell'anidride carbonica. Pertanto, le fughe di metano durante l'estrazione, il trasporto e l'utilizzo del gas naturale, compreso l'etano, devono essere gestite attentamente per ridurre l'impatto

È importante sottolineare che, come idrocarburo fossile, l'etano è una fonte non rinnovabile ed è considerato un gas a effetto serra quando rilasciato nell'atmosfera. Tuttavia, nel contesto della transizione verso una economia a basse emissioni di carbonio, l'etano può svolgere un ruolo importante come fonte di idrogeno o come carburante di transizione, poiché produce emissioni inferiori rispetto ad altri combustibili

martedì 23 giugno 2020

lunedì 15 giugno 2020

Chimica - Il Cicloesano - Cicloalcano - Idrocarburi



Il cicloesano C6H12 è un cicloalcano (CnH2n), ossia un idrocarburo privo di doppi e tripli legami C-C il cui scheletro di atomi di carbonio è chiuso ad anello, per l'esattezza un anello composto da sei atomi di carbonio, ciascuno dei quali lega a sé due atomi di idrogeno e due di carbonio. A temperatura ambiente è un liquido incolore dal lieve odore tipico degli idrocarburi. È infiammabile e nocivo per inalazione e contatto con la pelle.

Benché per comodità sia rappresentata da un esagono regolare, la molecola del cicloesano non è planare, dal momento che gli atomi di carbonio hanno ibridazione sp3, tetraedrica in cui l'angolo tra due legami è di 109,5°. La molecola del cicloesano tende pertanto ad assumere una forma piegata detta a sedia, individuata da Odd Hassel, che per questa ricerca ricevette un Premio Nobel per la chimica.

mercoledì 9 agosto 2017

Il ciclo del carbonio


Il ciclo del carbonio è il ciclo biogeochimico attraverso il quale il carbonio viene scambiato tra la geosfera (all'interno della quale si considerano i sedimenti e i combustibili fossili), l'idrosfera (mari e oceani), la biosfera (comprese le acque dolci) e l'atmosfera della Terra.
Tutte queste porzioni della Terra sono considerabili a tutti gli effetti riserve di carbonio (carbon sinks). Il ciclo è infatti solitamente inteso come l'interscambio dinamico tra questi quattro distretti. La crosta terrestre contiene la maggior riserva di carbonio presente sulla Terra.
Le dinamiche di interscambio sono legate a processi chimici, fisici, geologici e biologici.
Sembra che anche altri corpi celesti possano avere un ciclo del carbonio, ma esistono pochissime informazioni a tal riguardo.
Composizione del Petrolio - Gli alcani e i cicloalcani sono idrocarburi. Gli idrocarburi contengono solo Carbonio e Idrogeno
Il bilancio globale del carbonio è il bilancio degli scambi (entrate e perdite) tra le riserve di carbonio o tra uno specifico ciclo (ad es. atmosfera-biosfera) del ciclo del carbonio. Un esame del bilancio di carbonio di una riserva può fornire informazioni se questa stia funzionando da fonte o da consumatore del biossido di carbonio.

domenica 30 luglio 2017

L'Etilene o Etene


L'Etene o Etilene è il più semplice degli alcheni, la sua formula chimica è C2H4.

A temperatura e pressione ambiente si presenta come un gas incolore, dal lieve odore dolciastro. È estremamente infiammabile.
Oltre ad essere un importante prodotto nell'industria chimica (è ad esempio il composto chimico da cui si ottiene il polietilene), è anche un ormone per molte specie vegetali. Ha Massa molare pari a 28,05 g/mol (mol sta per mole), un punto di ebollizione di -103,7 °C ed una Densità di 1,18 kg/m³.
Modello 3D Cross-Eyed dell'etilene. Per una corretta visualizzazione, utilizzare la tecnica dell'autostereogramma.
Un gruppo funzionale corrispondente a un etene privato di un atomo di idrogeno si chiama comunemente vinile e i composti contenenti tale gruppo composti vinilici.

mercoledì 28 giugno 2017

Chimica - Idrocarburi - Alchino - Etino (Acetilene)

Legami Sigma e Pi greco nell'Etino o Acetilene
L'acetilene (o etino) è il più semplice degli alchini, idrocarburi con un triplo legame carbonio-carbonio. Fu scoperto nel 1836 dal chimico inglese Edmund Davy.
A temperatura e pressione standard è un gas incolore ed estremamente infiammabile. Ha una temperatura di autoaccensione di circa 20 °C. È un gas estremamente pericoloso perché può esplodere anche con inneschi minimi e per questo è normalmente diluito nell'acetone.
La maggior parte dell'acetilene (~80%) è utilizzata come intermedio di sintesi di altri composti; circa il 20% della produzione annua di acetilene è usato per saldatura e taglio dei metalli (ossiacetilene), dato che la sua combustione con l'ossigeno produce una fiamma la cui temperatura arriva a circa 3300 °C. L'acetilene è anche usato nella lavorazione dell'acciaio.

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