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sabato 16 luglio 2022

Geologia: La Sequenza di Bouma

Per Sequenza di Bouma si intende uno strato ben definito entro una sequenza torbiditica deposto da una singola corrente di torbidità in ambiente sommerso e caratterizzato da una definita successione verticale di strutture sedimentarie associate a variazioni granulometriche.


Descrizione La sequenza tipica, come descritta da Bouma (1962), può essere suddivisa in 5 intervalli distinti (A-E), partendo dalla base e risalendo verso il tetto dello strato. Nella realtà alcuni intervalli possono mancare: infatti non tutte le correnti torbide hanno uguali livelli di densità e velocità e ognuna di esse ha origine in contesti litologici differenti. 
Il modello proposto nella classica sequenza di Bouma rappresenta una situazione ideale di deposizione di un singolo strato. Alla base della sequenza si trova una superficie di erosione, sopra la quale si depositano man mano i sedimenti, in regimi di flusso con energia decrescente verso l'alto. I fanghi finali si depongono per decantazione. 
In particolare: 
E: fanghi massicci, non gradati, spesso bioturbati, granulometria finissima; 
D: sabbie fini e silt laminati parallelamente; 
C: sabbie con laminazione obliqua, lamine convolute e ripples; 
B: sabbie con laminazione parallela; 
A: sabbie da fini a molto grossolane gradate normalmente. 
Se si osserva il deposito torbiditico in pianta, una possibile sequenza di Bouma completa si troverà in una sezione nei pressi dello sbocco del canyon sottomarino, nel punto in cui il sedimento comincia ad espandersi sul fondale. Se invece osserviamo il deposito da una sezione longitudinale troveremmo una struttura convessa verso l'alto con pendenza sempre meno inclinata man mano che ci si allontana dallo sbocco del canyon (struttura conoidale). Le stratificazioni interne seguono a loro volta questo tipo di sviluppo, anche se i loro spessori tendono ad accrescersi verso la base del deposito (il fondale marino). La sequenza completa di Bouma anche in questo caso sarà posta nelle vicinanze dello sbocco del canyon, anche se leggermente spostata verso l'esterno, dal momento che il sedimento più sottile inizia a depositarsi solo dopo i livelli sabbiosi.

lunedì 10 giugno 2019

Flysch, Torbiditi, Depositi flyschoidi

Voce dialettale della svizzera tedesca: “terreno che scivola”.
These are nearly vertical, alternating Eocene limestone, marl and sandy turbidite beds represent the Zumaya Section on Itzurun Beach on the Playa de San Telmo, Zumaia (Zumaya), Guipuzkoa, Basque Country, Spain (42˚18.00'N/2˚15.30'W). The beds are between 20mm and 200mm thick.


Dal punto di vista litologico, flysch indica una successione continuamente ripetuta di due o più tipi litologici, come arenarie, silt e argilliti, oppure arenarie e marne, o ancora calcari e argille e così via, con spessori totali anche di migliaia di metri.
Flysch di Zumaya - Spagna
Queste tipiche alternanze si formano spesso per un fenomeno di risedimentazione, che si verifica quando sedimenti come sabbie e argille, già accumulatisi al largo di una costa, vengono rimessi in movimento e scendono lungo un pendio sottomarino, fino a raggiungere il fondo pianeggiante di una piana abissale. 
Flysch di Gorgoglione - Miocene medio-inf. Italy
Il Flysch di Gorgoglione è una formazione torbiditica risalente al Miocene medio-inferiore, ovvero a circa 16 milioni di anni fa, che affiora tra Gorgoglione e Cirigliano sino a formare lo spettacolare rilievo delle Dolomiti Lucane tra gli abitati di Castelmezzano e Pietrapertosa. Litologicamente, il Flysch di Gorgoglione consiste di alternanze di arenarie e argille leggermente marnose, formatesi tramite meccanismi deposizionali di tipo gravitativo, chiamati "correnti di torbida", innescati da frane sottomarine, tempeste e terremoti.
In realtà, quella che si muove è una massa d’acqua con una densa sospensione di detriti che prende il nome di corrente di torbida; quando tale corrente arriva alla fine del pendio, perde energia e il materiale in sospensione si decanta: per prima si deposita la sabbia più grossolana, poi via via si depositano i detriti più sottili, fino alle argille: si origina così un banco di sedimenti di qualche metro.
Il ripetersi nel tempo delle correnti di torbida porta all’accumulo uno sull’altro di migliaia di banchi: questi depositi vengono chiamati torbiditi.

 

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